Il crollo ha cancellato una parte di Storia di cui, non solo la Torre dei Conti, ma tutta l’Urbe è impregnata

Guerre, cambiamenti climatici, terremoti e tanto altro è ciò che i nostri monumenti hanno vissuto nel corso dei vari secoli e che, nonostante tutto, sono sempre riusciti a superare fino a giungere ai giorni odierni. Purtroppo, c’è sempre l’eccezione che conferma la regola: una parte della Torre dei Conti, sita nel cuore capitolino, è crollata sotto gli occhi sgomenti dei presenti.

Dal tetto del monumento, sito a largo Corrado Ricci, ai Fori Imperiali, una valanga di calcinacci è caduta provocando un’enorme nuvola di polvere in tutta l’area circostante. La Torre era in restauro e uno degli operai lì presenti, è stato estratto ancora vivo dalle macerie per essere portato in ospedale a causa di un trauma cranico. Durante le operazioni di soccorso, un secondo crollo di è verificato, colpendo i Vigili del Fuoco. Un pompiere è stato condotto all’ospedale Oftalmico per una forte irritazione agli occhi.

Purtroppo, Octay Stroici di 66 anni, l’ultimo dei 4 operai coinvolti, non ce l’ha fatta e dopo 11 ore di agonia sotto le macerie è deceduto in ospedale. Tra un anno sarebbe andato in pensione.

I Carabinieri della Stazione di piazza Venezia hanno tempestivamente chiuso l’area e iniziato le indagini per capire le motivazioni di quanto successo. Tra le ipotesi formulate, quella di un cedimento interno della struttura.

Fonte: Corriere della Sera

Ma cos’è questa Torre dei Conti? Ebbene, il suo nome è legato ai Conti di Segni, la famiglia di Papa Innocenzo III o, come si crede, al conte di Sora, Riccardo, fratello del Pontefice che, nell’anno 1204, decise di mettervi le mani per un progetto di ampliamento.

E fu proprio il Papa a volerne fare un simbolo, qualcosa che rappresentasse dignitosamente il potere ecclesiastico, facendolo toccare con mano. La Torre arrivò a toccare quota 60 metri. Persino il Petrarca rimase folgorato dalla sua bellezza e maestosità al punto da etichettarla come “Turris illa toto orbe unica”, una Torre unica al mondo. In vero, l’ampliamento tanto voluto dal Santo Padre mirava anche ad un fattore pratico: tutelare al meglio le processioni papali da San Pietro al Laterano.

Tradizione vuole che Galileo Galilei, nel 1630, vi abbia ospitato alcune delle sue osservazioni astronomiche. Un importante restauro venne fatto a fine ‘600 per poi essere abbandonata e utilizzata come fienile e deposito di carbone.

Inizialmente il monumento era ricoperto di travertino preso dai Fori Imperiali; il materiale fu, poi, utilizzato per la costruzione di Porta Pia. Nel corso dei secoli, il suo aspetto è mutato ma, nonostante tutto, il suo valore non è mai andato perso nella memoria di certi Monarchi e Statisti: a fine ‘800, il Regno d’Italiala preservò dall’imponente sbancamento necessario per la realizzazione di via Cavour. Durante l’era Fascista venne custodita dalle demolizioni volte alla realizzazione di via dei Fori Imperiali.

Fonte: Corriere della Sera

Questo crollo, purtroppo, ha cancellato una parte di Storia di cui, non solo la Torre dei Conti, ma tutta l’Urbe è impregnata. Auguriamoci che gli interventi per metterla in sicurezza siano realizzati con criterio al fine di custodire Fascino, Magia e Storia ma anche e soprattutto l’identità cittadina.

Stefano Boeris