A Preci un gioiello che chiede di tornare a splendere
Ci sono luoghi che racchiudono fascino e mistero, che parlano tante lingue, ma è nel silenzio che ancora si ritrovano. Questo è tutto ciò che conserva l’abbazia di Sant’Eutizio, che si trova nel paesaggio incantato della Valnerina, eretta su una rupe a 760 metri sul livello del mare e da cui si scorge una vista mozzafiato; precisamente siamo a Piedivalle, a pochi chilometri di distanza dal comune di Preci e quaranta chilometri da Norcia, in provincia di Perugia.
Purtroppo il sisma del 2016 ha notevolmente danneggiato la struttura, una delle Abbazie italiane più antiche e più importanti per il monachesimo occidentale, i lavori di restauro procedono molto lentamente. Importanti personalità spirituali sono state legate al luogo, tra cui San Francesco e San Benedetto.
Eppure c’è una storia che il tempo non può cancellare, qui, nel V secolo, arrivò un gruppo di monaci ed eremiti siriani.
Non costruirono case, ma scavarono all’interno della roccia delle grotte che divennero abitazioni. Si inserirono talmente bene nel territorio che molte persone autoctone iniziarono a seguirli nella regola prebenedettina che contraddistingueva la confraternita. La comunità abbaziale fu fondata da Spes, Eutizio e Fiorenzo.

Fonte: Exploring Umbria
Alla morte di Spes, Eutizio prese il suo posto nel cenobio, era un grande divulgatore e la popolazione decise di erigere una chiesa in suo onore in cui, alla sua morte avvenuta il 23 maggio del 540, vennero traslate le spoglie. Il periodo di massimo splendore della Comunità monastica fu durante l’anno 1000. I religiosi, che vivevano sotto la regola benedettina, grazie anche a molte donazioni, poterono ampliare la struttura ed avvalersi di una biblioteca e di uno scriptorium in cui vennero redatti i famosi codici liturgici dell’Abbazia di Sant’Eutizio. Testimonianza di come vivevano la fede.
I frati, grazie ai loro studi, acquisirono anche conoscenze di medicina e di piante medicali. Tanto che nacque presso l’abbazia la famosa “scuola chirurgica preciana” che divenne famosa in tutta Europa. Prima del terremoto del 2016 era possibile vedere anche gli strumenti chirurgici dell’epoca, che i padri non potevano usare se non in maniera empirica. Oggi l’abbazia chiede solo di tornare al suo antico splendore e speriamo che qualche mecenate raccolga questa preghiera
Sonia Terzino
