La Sinistra ha scoperto che il tema “sicurezza” rappresenta per la sua parte un grave deficit elettorale e cerca la rimonta
Mi raccomando, guardate in televisione i talk show sulla politica, sono divertenti. Nel sovrapporsi inconsulto delle voci ognuno, invece di dire ciò che pensa, cerca di mostrare la parte più accattivante di sé al proprio elettorato. Il risultato, ovvio, è che non spostano un voto. Si convincono i propri elettori che sono già convinti. Peccato partecipino a questo teatrino politici di primo piano che si danno reciprocamente del decadente e ricordano, come se fossero stati grandi statisti, i loro colleghi della prima repubblica (Moro, Andreotti, Napolitano, Forlani) senza far caso al fatto che gran parte di questi personaggi del passato li hanno cacciati via loro (quelli della seconda Repubblica) normalmente con accuse infamanti per lo più mai dimostrate. Bene.
La Sinistra ha scoperto, ad ascoltare il teatrino, solo ultimamente, e quindi con grandissimo ritardo, che il tema “sicurezza” rappresenta per la sua parte un grave deficit elettorale e cerca la rimonta. Non lo fa formulando proposte concrete, ma solo accusando il Governo di non essere stato, in tre anni di esercizio, efficace come aveva promesso contro la dilagante illegalità di strada, illegalità che più di ogni altra inquieta la pubblica opinione. I dati danno loro ragione la postura no.
Infatti, non appena l’Europa si schiera, per la prima volta concretamente, contro l’immigrazione illegale e crea una lista condivisa di Paesi Sicuri, hanno il coraggio di confessare la loro speranza che il Parlamento Europeo modifichi quanto deciso all’unanimità dal Consiglio dei ventisette.
Non può accadere che la parte politica che per decenni ha perseguito e favorito la via del “giustifichiamo tutto” ora cerchi una rimonta sul tema perché non si riesce ad arginare il fenomeno dell’illegalità. Non funziona così. Hanno votato contro il decreto sicurezza, hanno giustificato chi ha picchiato la Brigata Ebraica, sono sfilati dietro striscioni con scritte immorali e disgustose: “fascio morto concime per l’orto”. Frase riferita ad un ragazzino sprangato a morte cinquant’anni fa che nulla di male aveva fatto se non essere un non militante ma di destra.

Fonte: Il Cittadino
Hanno insultato la polizia su tutti i casi “Rami” e lisciato il pelo a tutti i centri sociali. Soprattutto: avete intenzione di presentarvi alle elezioni in compagnia di un partito (AVS – 7% dei voti) che inneggia alle occupazioni abusive degli alloggi e all’immigrazione irregolare incontrollata e volete dare lezioni a chi cerca di arrestare questo bubbone senza riuscirci? Lezioni di sicurezza: NO GRAZIE! La vostra sacra magistratura, quella a cui intendete conservare ogni privilegio ivi incluso il correntismo, negli ultimi sei mesi ha partorito tre sentenze incommentabili che così vi riassumo: 1) un signore, già condannato per spaccio, è stato preso in casa con non so quante centinaia di dosi. Il Magistrato ha stabilito che era benestante e se ne poteva comperare quante voleva; 2) un altro, preso sempre in casa con centinaia di dosi, è stato assolto perché non era dimostrato che le stesse servissero allo spaccio; 3) la più inquietante, la Cassazione ha assolto un ragazzo già condannato in primo e secondo grado per aver minacciato un professore in classe, perché avendo lo studente già ricevuto il provvedimento della sospensione non poteva temere più punizioni e quindi non si doveva più parlare di minacce ma solamente di un comportamento inurbano.
Lo sfascio non lo ha provocato questo Governo, è vero solo che non è in condizione di arginarlo. Più soldi alla polizia, solo questo si sente, ma anche più soldi alla sanità, alla scuola, a tutto e quindi un bilancio fuori controllo e quindi interessi sul debito pubblico più cari e meno credibilità del Paese sul piano finanziario. Non è questa la cura. Meno (o zero) immigrazione irregolare (che colpisce soprattutto i migranti regolari che lavorano e pagano le tasse), restituzione di dignità ai poliziotti, ai professori, agli educatori. Nella sostanza meno Albanese, meno occupazioni di università e di case e soprattutto rifiuto del voto dei Soumahoro di turno e di chi propone queste idee.
Ferruccio Zappacosta
