Le opere del grande Maestro Igor Mitoraj avvolte dalle note musicali emozionano e fanno riflettere. Creano un mondo parallelo di profonda consapevolezza
“Ho nostalgia di qualcosa di molto bello, di molto semplice, una sorta di paradiso perduto; ho bisogno di una certa bellezza, questa mi fa vivere”, sono le parole del grande artista. Questa bellezza continua a far vivere le emozioni del Maestro attraverso il lavoro dell’Atelier Mitoraj, creando un enigma che dialoga con i temi universali della condizione umana, della fragilità e della solitudine.
Il 31 ottobre 2025 si è conclusa la grande mostra: “Lo Sguardo-Humanitas Physis”, allestita nel Parco archeologico di Neapolis a Siracusa. Due delle 29 opere monumentali presenti sono state collocate fuori dal Parco: L’Ikaria alata davanti al Castello Maniace di Ortigia, il Teseo screpolato sulle pietre laviche dell’Etna nel Comune di Regalna. Le opere, sapientemente collocate dal curatore Luca Pizzi sono state il fulcro del finissage, dove lo spettacolo affidato a Gisella Calì docente di Musical Theatre ha incantato i tanti presenti coinvolgendoli emotivamente con una performance dedicata ai 4 elementi sui quali è stata sviluppata la mostra. Due giornate dedicate al percorso della mostra che si è conclusa creando nuovi inizi.

Fonte: Nicola Gnesi
Un percorso che esce dai confini siciliani e torna in Toscana, chiudendo un’estate in cui l’arte di Mitoraj è stata protagonista di due dei più importanti eventi musicali della stagione. A luglio il Tindaro screpolato in bronzo ha fatto da scenografia nei tre concerti di Andrea Bocelli e del figlio Matteo al Teatro del Silenzio di Lajatico, mentre nel centro del paese sono stati allestiti altri due bronzi. Ikaria e Torso di Icaro. Mitoraj – cui era stata affidata la scenografia del primo concerto, per la quale aveva scelto il Grande Sonno, oggi simbolo del Teatro del Silenzio – è stato di nuovo protagonista nella ventitreesima edizione con la sua arte, più presente che mai. Un ritorno anche quello al Festival Pucciniano di Torre del Lago dove nel 2002 lo scultore polacco aveva creato scene e costumi della Manon Lescaut.

Fonte: Stefano Mariani
A settembre 2025 Luca Pizzi, responsabile dell’Atelier Mitoraj firma la scenografia della nuova opera, in merito ha dichiarato: “Allora ero il suo assistente scenografo, oggi ho l’onore e la responsabilità di rimetterlo in scena, ho cercato per la parte estetica di rispettare il più possibile il lavoro svolto dal Maestro, adattandolo al nuovo palcoscenico. Sempre emozioni forti, che si rafforzano con il passare del tempo: Mitoraj riuscirà ancora a parlare a ciascuno di noi, toccandoci nel profondo”.

Fonte: Nicola Gnesi
Un’alchimia evidente e naturale quella tra le opere dell’artista e la musica. Pizzi spiega: “Il Maestro ci ha lasciato il 6 ottobre del 2014. Pietrasanta, l’anno successivo lo ha omaggiato e ricordato: “Mitoraj, Mito e Musica”, un evento che ha unito la mostra delle sue opere ad eventi musicali nella Chiesa di Sant’Agostino. Ora, nell’undicesimo anno dalla sua prematura scomparsa abbiamo voluto riprendere quel progetto”.
A ottobre 2025 gli spazi dell’Atelier a Pietrasanta hanno accolto un pubblico numeroso, per una serata a scopo benefico a favore dell’A.I.L., Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mielomi. Il progetto “Mito e Musica” è tornato in vita, ampliato di significati e di prospettive. Un grande successo, la serata, in cui insieme all’atmosfera straordinaria che si vive nell’atelier, colmo di opere straordinarie, le Réveil Profond con il Direttore Francesco Bossaglia, hanno donato forti emozioni. Musica classica e contemporanea si fondono e creano meraviglia, proprio come ha fatto Mitoraj attingendo al mito e al classicismo, per creare opere nuove, pertinenti al nostro tempo e capaci di raccontare non solo la bellezza ma anche la profondità e la forza dell’uomo, insieme alle sue fragilità.

Fonte: Nicola Gnesi
Sostiene Luca Pizzi: “La gratitudine di tutti i presenti, la gioia dello scopo benefico, unite alla sollecitazione del Sindaco a collaborare per creare qualcosa di simile e duraturo nel tempo, ci hanno spinto a metterci subito al lavoro per realizzare un appuntamento annuale, sia in Atelier che in altri punti della città”.
Francesca Chiarantano
