Storia e curiosità del capolavoro del Barocco Romano
Non ci sono bambini a Roma che non siano stati almeno una volta, il 6 gennaio, a Piazza Navona, né adulti che non conservino bellissimi ricordi legati a questa piazza. L’Epifania è una festa molto sentita nella Capitale e tutti i romani, grandi e piccoli, non rinunciano alla tradizionale passeggiata in questo periodo dell’anno. A poca distanza dalla Fontana dei Quattro Fiumi, l’antica giostra con i cavalli gira lenta e lungo la piazza le bancarelle di dolciumi e decorazioni natalizie sono sempre affollate….
E poi il 6 gennaio arriva lei, la Befana tanto attesa, che con l’aiuto dei Vigili del Fuoco di Roma, scende dalla cima della Terrazza Borromini dalla Chiesa di Sant’Agnese in Agone per arrivare, a cavallo della sua scopa, al centro della piazza, tra zucchero filato, musiche natalizie e mille lucine, per portare dolci ai bambini che l’aspettano felici. È proprio per questa bellissima tradizione che, quando si parla di Piazza Navona, almeno tra i romani, il pensiero va immediatamente alla vecchina che porta i doni, per una delle feste più amate. Questo però è anche uno dei luoghi più complessi e stratificati della Città Eterna, dove urbanistica romana, monumentalità barocca e antiche tradizioni convivono in un equilibrio unico che nei secoli ha saputo trasformarsi senza perdere la propria identità.

L’antica giostra – Fonte Laura Spadella
L’attuale piazza sorge infatti sui resti dell’antico Stadio di Domiziano, edificato dall’imperatore nell’86 d.C. e restaurato nel III secolo da Alessandro Severo. Già in epoca precedente, Giulio Cesare e Augusto avevano destinato quest’area a spazi con gradinate per lo svolgimento dei Ludi, e Nerone vi fece costruire un piccolo anfiteatro per ospitare i Neronia, i giochi quinquennali celebrativi del suo regno. Lo stadio, noto come Circus Agonalis, misurava 265 metri di lunghezza e 106 di larghezza e poteva accogliere fino a 30.000 spettatori. Ispirandosi alle Olimpiadi greche, vi si svolgevano gare di atletica, pugilato, combattimenti di gladiatori, competizioni poetiche e molti altri eventi.
Durante i giochi l’area era sempre molto affollata e circondata da taverne e luoghi di ristoro. Il nome della piazza deriva proprio dai giochi in agonis: nel tempo “in agone” divenne “Navone” e infine “Navona”, anche grazie alla forma allungata che ricorda quella di una nave. Lo stadio venne utilizzato fino al V secolo. Dopo la caduta dell’Impero Romano, l’area rimase in parte abbandonata fino alla metà del XV secolo, quando Piazza Navona divenne un grande mercato all’aperto. Per questo venne lastricata e i resti dell’antico stadio ricoperti, tanto che oggi il piano della piazza si trova circa sei metri sopra quello originario. Le bellissime fontane sono state da poco restaurate ed i marmi hanno ritrovato i loro antichi colori. La Fontana del Moro, la Fontana del Nettuno, ma soprattutto la grande Fontana dei Quattro Fiumi, realizzata da Gian Lorenzo Bernini tra il 1648 ed il 1651, con le allegorie dei fiumi che simboleggiavano, attraverso quattro monumentali figure maschili, i continenti all’epoca conosciuti: il Danubio per l’Europa, il Gange per l’Asia, il Nilo per l’Africa ed il Rio de la Plata per l’America.

Fontana del Moro – Fonte: Laura Spadella
Secondo un’antica leggenda, a causa della forte rivalità tra Bernini e Borromini, il Nilo terrebbe il capo velato per non guardare la facciata della chiesa di Sant’Agnese in Agone, progettata da quest’ultimo, mentre il Rio de la Plata solleverebbe il braccio per timore che la chiesa stessa possa crollargli addosso. Un’altra antica leggenda è quella della “maledizione degli innamorati”, un sortilegio lanciato da una strega tra il 1700 ed il 1800, come viene ricordato in alcuni sonetti romani, secondo il quale le coppie che passeggiano intorno alla fontana dei Quattro Fiumi in senso orario, sarebbero destinate a lasciarsi entro sei giorni.
Piazza Navona è famosa anche per i giochi d’acqua, organizzati per la prima volta il 23 giugno 1652 da papa Innocenzo X, che nei mesi estivi, chiudendo gli scarichi delle fontane, trasformava la piazza in un lago profondo circa 50 cm, dove si svolgevano rievocazioni di storiche battaglie navali, le Naumachie. Questa tradizione si interruppe nel 1676 per motivi sanitari, venne ripresa alcuni anni più tardi e definitivamente abbandonata nel 1865. Nel 1870, con la nuova pavimentazione e la modifica della pendenza della piazza, tali eventi non furono più possibili. Si tenevano però tante altre feste, e tra le più amate era sicuramente quella dell’Albero della Cuccagna, che si svolgeva a maggio presso la Fontana del Moro. I partecipanti dovevano arrampicarsi su un palo cosparso di sostanze scivolose per conquistare i premi posti in cima. Il ricordo di questa tradizione è rimasto nel nome di via della Cuccagna, adiacente alla piazza.

Sant’Agnese in Agone – Fonte: Laura Spadella
Dal 1634 Piazza Navona ospitava anche la Giostra del Saracino, un duello di origine medievale tra cavalieri in armatura che si sfidavano armati di lunghe lance. Arrivando ai giorni nostri, è stata scenario di celebri film italianai e internazionali, tra cui Ieri, oggi e domani, Poveri ma belli, Il talento di Mr. Ripley, La grande bellezza, Mangia, prega, ama e Angeli e Demoni, solo per citarne alcuni. Una delle piazze più famose di Roma e del mondo, dove storia, arte e leggenda si intrecciano da secoli, rendendola uno dei luoghi più affascinanti della città.
Laura Spadella
