Chi è chiamato ad amministrare la Capitale, nella sua interezza o a livello locale ha il dovere di tutelare le aree rendendole vivibili e non terre di nessuno
Abbiamo già avuto occasione di parlare del Flaminio, un quartiere centrale della nostra città, con un alto potenziale. Al suo interno vi è il famoso Villaggio Olimpico, pensato come sede per gli atleti e le delegazioni che, nel lontano 1960, parteciparono alla celebre manifestazione sportiva. Col trascorrere dei decenni, quest’area è caduta sempre più nel degrado.
Opere come lo Stadio Flaminio e il Palazzetto dello Sport (oggi fortunatamente tornato a nuova vita) progettati, il primo dall’Ingegnere Pier Luigi Nervi e dall’Architetto Annibale Vitellozzi, il secondo dall’Architetto Antonio Nervi, hanno rappresentato un patrimonio importante nella storia della Capitale e, certamente, i costi di realizzazione non furono vicini allo zero.
Ebbene, tornando al problema del decadimento circa tre mesi, tramite una risoluzione votata in assemblea municipale fa, venne chiesto al dipartimento capitolino alla tutela ambientale e all’AMA di intervenire per sgomberare, bonificare e abbattere gli abusi nell’area dell’ex ciclofficina del Villaggio Olimpico, sotto al viadotto di Corso Francia.

Fonte: Roma Today
Oggi, questi lavori di bonifica hanno finalmente visto la luce. L’assessore ai Lavori Pubblici del II municipio, Paola Rossi, ha così commentato il sospirato intervento: “Da tempo avevamo evidenziato la necessità di recuperare l’area, anche con un atto di consiglio, di fronte al forte degrado scaturito dall’abbandono”.
Apprezzamento per il lavoro svolto è giunto anche da Rino Fabiano, assessore all’Ambiente municipale: “Sono molto soddisfatto di aver contribuito a riportare alla luce questa situazione. Siamo finalmente intervenuti su una eredità amministrativa di cui avremmo fatto volentieri a meno ma ce l’abbiamo fatta”.
Come menzionato nelle precedenti righe l’area in questione è stata identificata come ‘ex ciclofficina’. Sempre l’assessore Fabiano ha riscostruito gli eventi in ordine cronologico: “Molti anni fa avvenne una sorta di permuta perché era stato occupato un immobile a via Venezuela, dove oggi ci sono alcune classi del liceo Lucrezio Caro. In cambio il municipio si accordò con l’allora Provincia, oggi Città Metropolitana, cedendo il sedime sotto Corso Francia”.
E proprio qui sta il nodo della vicenda. Questo passaggio burocratico non è mai stato seguito. Per cinque anni la realtà occupante ha portato avanti l’attività di officina dei mezzi a pedali, ampliando il servizio attraverso la realizzazione di un bistrot, volto ad offrire ai clienti la possibilità di bere un caffè, gustare delle torte, cous cous e piatti di spaghetti al tonno.
Nel 2016, però, un incendio scoppiato per cause mai del tutto chiarite distrusse quanto costruito, portando l’esperienza della ciclofficina del Villaggio Olimpico alla conclusione. Come spesso accade nella nostra città, quella zona perse d’interesse da parte delle amministrazioni locali al punto che, come ovvio quando nessuno si cura legalmente di un territorio, divenne punto di ritrovo per feste, rave, party illegali ma poi anche quel momento finì. A prenderne possesso furono dapprima oggetti ingombranti che ivi venivano abbandonati a mo’ di discarica abusiva e poi i senzatetto che iniziarono a portarci le proprie masserizie.

Fonte: Roma Today
Oggi tutto questo sembra essere parte del passato. Come ha sottolineato il consigliere di FdI Francesco De Salazar, “da oggi viene ripristinata la legalità”. Certo, al di là degli entusiasmi del momento è opportuno ricordare ai politici locali e non che la legalità va si combattuta ma va anche mantenuta, altrimenti tutto finisce per diventare un puro slogan elettorale.
Gli abitanti di un quartiere hanno il sacrosanto diritto di non assistere inermi all’abbandono dello stesso, specialmente quando si tratta di una zona così importante e storica quale il Flaminio è. Ancora oggi, vorremmo ricordare ai politici locali, nel piazzale antistante lo Stadio parcheggiano camper e roulotte di zingari che non lasciano presagire nulla di buono. Come detto, il Palazzetto dello Sport, per anni in disuso, è stato ripristinato e gli effetti si sono subito visti, con eventi che attraggono un numero importante di persone, le quali contribuiscono a mantenere vivo il quadrante.
Una realtà come quella del Villaggio Olimpico, se fosse ubicata in una qualunque altra città straniera, porterebbe turismo e verrebbe giustamente monetizzata. Purtroppo, le giunte capitoline che si sono succedute, hanno sempre mostrato la loro abilità nel mandare tutto in malora salvo poi svegliarsi dal torpore quando ormai era troppo tardi.

Fonte: Roma Today
I beni di questa Città appartengono a tutti e chi è chiamato ad amministrare la Capitale, nella sua interezza e/o a livello circoscrizionale, ha il dovere di rispondere del proprio operato e di tutelare le aree rendendole vivibili e non terre di nessuno.
Stefano Boeris
