Il nome di Ornella Vanoni resterà scolpito nelle pagine della Musica leggera perché le Canzoni quando sono scritte col cuore e con professionalità, diventano eterne

Ancora un altro lutto in questo 2025 costellato di perdite. Questa volta è stata una Stella della musica leggera italiana a spegnersi: Ornella Vanoni.

Novantuno anni e una vita di successi. La notizia ha lasciato tutti sgomenti perché, al di là del fattore anagrafico, gli Artisti appaiono sempre come immortali. Sarà che la loro musica ci ha accompagnato per decenni e, spesso, fin dalla nascita; sarà perché il fatto di vederli in televisione e sui palcoscenici ci ha sempre dato l’impressione che fossero pieni di energie e voglia di vivere ma poi quel giorno arriva per tutti e così, anche dopo anni di attività, il fisico si ferma e saluta la vita terrena.

Non si fermano però le canzoni che continueranno a rendere immortali coloro che le hanno portate al successo.

Ornella Vanoni, milanese doc, era cresciuta in una famiglia benestante. Suo padre, Nino, era un industriale farmaceutico. Dopo aver frequentato le scuole dalle Orsoline, la giovane Ornella frequentò diversi collegi spostandosi dalla Svizzera alla Francia, giungendo anche in Inghilterra. Strano a dirsi, ma nei suoi sogni la Musica non aveva trovato posto (almeno in un primo momento). Infatti, la sua aspirazione più grande era quella di diventare estetista.

Fonte: Vogue Italia

Di sé dirà: “Sono stata una ragazza inventata. Inventata dagli altri. Di mio avrei voluto fare l’estetista, niente di più. Avevo l’acne e avrei voluto curare la pelle, la mia e quella degli altri. Ero andata a studiare Lingue in Inghilterra, in Svizzera, in Francia e quando tornai a Milano non sapevo che cosa fare”.

Già, ma allora come nacque l’idea di intraprendere la via dello spettacolo?  Fu un’amica della madre a metterle la pulce nell’orecchio quando le disse: “Hai una bella voce, perché non fai l’attrice?”. Così la futura Diva, si iscrisse alla scuola di recitazione del Piccolo. La stessa cantante svelò un aneddoto: “Il giorno degli esami d’ammissione ero terrorizzata, tanto da sentirmi male. Con la V di Vanoni venni chiamata per ultima, sapevo che nella commissione c’erano grossi nomi, Strehler, Paolo Grassi, Sarah Ferrati. Quando mi hanno chiamata, avevo il cuore a mille. Recitai un pezzo dell’Elettra, ero follemente emozionata, chiedevo scusa a tutti, mi interrompevo […] A un certo punto ho sentito una voce femminile: “Attenzione, qui c’è qualcosa”. Era della Ferrati. Mi presero”.

Fu quello il trampolino di lancio che la portò a vivere in quell’universo fatto di applausi, luci, interviste, celebrità ma anche di tanta fatica, studio e una quotidianità lontana dalla concezione normale che si può avere, svolgendo una qualsiasi altra professione.

Nella sua vita la bella Ornella ha avuto anche tanti amori: il primo sbocciò dopo un anno dall’ingresso in accademia, che la portò a diventare la compagna di Strehler. era il 1955. Aveva vent’anni e lui era sposato. Uno scandalo per quei tempi, anche perché non c’era il divorzio. Per giunta, viveva da solo, era di sinistra ed era un artista. Insomma, ce n’era per riempire le pagine dei rotocalchi. La stessa madre di Ornella era molto preoccupata. “Mia madre si lamentava, piangeva” raccontò poi la Cantante.

Nel 1960, giunta alla Ricordi, la Vanoni fece un incontro che siglò un sodalizio tanto artistico quanto sentimentale con Gino Paoli. Col cantautore friulano (e ligure d’adozione) vi fu un’intensa storia d’amore ma anche una florida collaborazione artistica poiché questi scrisse per lei brani perfettamente congeniali al suo stile e alla sua voce. Un legame fortissimo destinato a durare tutta la vita anche se, dal punto di vista amoroso, i due si lasciarono presto e, sempre nel ’60, la Vanoni sposò l’impresario teatrale nonché ex cantante Lucio Ardenzi da cui ebbe un figlio, Cristiano. Il matrimonio però durò il giro di un niente.

Tornando alla vita artistica della Cantante, la Musica iniziò a farsi strada e Ornella portò avanti tanto la recitazione quanto il canto, anche se quest’ultimo sarà destinato a identificarla come Artista.

Ecco giungere le prime partecipazioni a Sanremo: nel 1965 portò il pezzo ‘Abbracciami forte’, giungendo seconda. L’anno successivo eccola con ‘Io ti darò di più’ (che diviene il suo più grande successo commerciale di quegli anni, nonostante lei non lo abbia mai amato) in coppia con Orietta Berti. E ancora: ‘La musica è finita’ (1967), ‘Casa Bianca’ (1968). Fu anche interprete del musical ‘Rugantino’ (1968) nei panni di Rosetta. Lei, milanese, nel ruolo di una romana ma il successo fu enorme.  

Fonte: Rai Cultura

Anche gli anni ’70 la videro costellata di successi a partire dal pezzo ‘Eternità’ che, proprio nel 1970, portò a Sanremo in coppia coi Camaleonti. In quel decennio la Vanoni firmò una collaborazione molto importante con Artisti sudamericani:  si va da ‘L’appuntamento’, cover brasiliana di Roberto Carlos che fu tradotta da Bruno Lauzi a ‘La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria’ del 1976 che vide la collaborazione di Sergio Bardotti insieme a Vinícius de Moraes e Toquinho. L’album fu interamente registrato in presa diretta.

Fonte: Wikipedia

Anche nei decenni successivi la Vanoni ha sempre dimostrato di saper tener testa alle mode che mutavano senza però stravolgere o rinnegare il suo stile. Al contrario, ha sempre fatto di quel timbro vocale e di quelle melodie i suoi punti di forza.

Certo, l’età avanza per tutti e, senza ammantarci di ipocrisia, dobbiamo dire che gli ultimi anni di vita dell’Artista non furono proprio ‘rispettosi’ della sua storia. Infatti, nelle apparizioni televisive, la Vanoni mostrava grande difficoltà in termini di lucidità poiché le sue capacità di comprensione erano state assai provate dal peso degli anni. Era diventata imprevedibile al punto che i conduttori spesso non riuscivano a mascherare l’imbarazzo che certe sue uscite verbali o atteggiamenti procuravano.

Fonte: Today

E questo è sicuramente un peccato perché non tutti, purtroppo, invecchiano conservando la lucidità. Forse, da parte di chi la seguiva, è mancato quel coraggio necessario per tutelarne la dignità.

Dopo innumerevoli successi è la Storia che parla; non servono più ospitate e interviste. Ma così non è stato.

Vero è che per tutti quanti noi il nome di Ornella Vanoni resterà scolpito nelle pagine della Musica leggera di questa Nazione perché le Canzoni quando sono scritte col cuore e con professionalità, diventano eterne!

Stefano Boeris