L’occhio elettronico si è soffermato sulle persone sbagliate trasformando una piacevole e segreta serata in una distruzione di due matrimoni
“Travolti da un insolito destino”, era il titolo del film datato 1974 per la regia di Lina Wertmüller con Giancarlo Giannini e Mariangela Melato. In vero, l’intestazione proseguiva con “nell’azzurro mare di agosto”. Parafrasando questa frase, potremmo scrivere quanto segue: “Travolti da una (in)solita Kiss Cam nell’affollato stadio di Boston”.
La storia, ormai sulla bocca di tutti, ha visto una coppia, presente al concerto dei Coldplay a Boston, ripresa (ma sarebbe più giusto dire smascherata) da una cosiddetta Kiss Cam, ossia una telecamera che, in occasione di questi concerti o spettacoli imponenti, vaga fra il pubblico e quando incrocia una coppia, questa si dovrebbe baciare ricevendo l’applauso di tutti i presenti, dato che le immagini compaiono sui maxischermi installati sul posto.

Fonte: The Hollywood Reporter
Questa volta, però, l’occhio elettronico si è soffermato sulle persone sbagliate: i due, infatti, erano sì una coppia ma clandestina. In altre parole, erano amanti che, in maniera assai ingenua e senza pensare a questo genere di dispositivo, si erano presi del tempo per loro andando a sentire la mitica band. Certo, non recarsi a un concerto con l’amante, dovrebbe essere l’ABC della clandestinità ma, evidentemente, questa volta non è andata così.
Sul maxischermo, sono apparsi i due innamorati con le braccia intrecciate una all’altra, in un romantico abbraccio. Appena resisi conto che i soggetti inquadrati erano proprio loro, ecco partire, come un fiume in piena, imbarazzo e terrore: lei che si gira sperando di essere stata “appena” inquadrata e lui che si getta a terra per sfuggire all’occhio artificiale. Troppo tardi! “Guarda questi due, o hanno una relazione segreta o sono molto timidi”, ha ironizzato al microfono Chris Martin, frontman dei Coldplay. L’ipotesi giusta era esattamente la prima.
Fonte: Dailymotion
L’uomo rispondente al nome di Andy Byron era, fino a quel momento, amministratore delegato della start up ‘Astronomer’, azienda di software; la donna, Kristin Cabot, responsabile delle risorse umane della medesima realtà lavorativa. Entrambi sposati con rispettive famiglie divenute ‘ex’ così come i loro incarichi professionali visto che la società ha subito congedato i due dal servizio. “Ci si aspetta che i nostri leader diano l’esempio sia nella condotta sia nella responsabilità, e recentemente questo standard non è stato rispettato”, ha dichiarato l’azienda in un comunicato.
Un tradimento “planetario” potremmo dire che, è stato ulteriormente amplificato dai Social, in questo fenomenali veicoli del gossip. In appena 24 ore sono stati pubblicati più di 22.000 articoli sulla ‘Astronomer’ e di questi, 9.000 solo dedicati all’ ex AD Byron. Quella che doveva essere una piacevole e segreta serata si è rivelata, grazie alla tecnologia, una drammatica distruzione di due matrimoni. Da quanto appreso, la moglie dell’ex manager, la signora Byron ha subito modificato il suo nome utente su Facebook che, da doppio cognome, Kerrigan Bryron, è passato solo a Kerrigan.
Oggi, ci si chiede se sia lecito essere inquadrati in un concerto o in qualsiasi altro evento pubblico per poi essere visti da tutti anche se per pochi istanti. Il problema è che “la legge sul diritto d’autore dice che le riprese effettuate in un luogo pubblico non sono soggette a consenso”, come spiegato dall’Avv. Mario Ponari, esperto di Privacy.
“Stiamo parlando – ha continuato il legale – di una legge del ’33, quando Internet era decisamente di là da venire. Quindi il problema non è la ripresa, ma la diffusione che c’è stata dopo. Paradossalmente se i due non avessero avuto quella reazione, la cosa probabilmente sarebbe rimasta all’interno dello stadio di Boston e non ci sarebbe stata nessuna, nemmeno ipotetica, violazione della privacy. Il problema è che ovviamente la legge del ’33 non poteva prevedere il tritacarne mediatico che deriva dalla diffusione sul web. Va ricordato un altro caso, quello di una persona che era andata al mare con l’amante ed è stata beccata dalle telecamere del giro d’Italia, ma anche lì, l’articolo 97 della legge sul diritto d’autore, dice che non occorre il consenso alla persona ritratta quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svolte in pubblico. Ipoteticamente gli unici perseguibili, in Italia, sarebbero coloro i quali fanno uscire le immagini dallo stadio e ne danno diffusione, ma è impensabile trovare un responsabile in uno stadio con decine di migliaia di persone armate di smartphone”.
Dopo quanto avvenuto oltreoceano ci sentiamo di consigliare a tutti gli amanti maggior accortezza e meno affidamento sul concetto di “Privacy” poiché questa è solo un’espressione giuridica posta tra le parole Kiss e Cam.
Stefano Boeris
