Una commedia che unisce divertimento e tenerezza con simpatiche incursioni telefoniche di papà, mamma e figli sempre pieni di richieste
“Benvenuti a casa Morandi” è il titolo dello spettacolo che Marco e Marianna Morandi stanno portando in giro nei diversi teatri italiani e che, fino a domenica 26 li vedrà protagonisti al Teatro Manzoni a Roma. Una storia ricca di emozioni ma, soprattutto, di verità.
Essere figli d’arte (e in questo caso possiamo dire di due cognomi quali Morandi e Efrikian) può apparire come vantaggioso agli occhi del pubblico e, probabilmente nel corso dei primi passi professionali, lo è. A lungo andare, però, quel “nome” comincia a presentare il conto e a spingere chi lo porta alla ricerca di una propria identità che non induca la gente a fare continui paragoni col genitore o con i genitori.

Fonte: Teatro Manzoni
Marco e Marianna mettono in scena la loro vita, partendo dalla figura della loro adorata tata Marta, che li ha cresciuti, toccando corde intime che suscitano curiosità, ilarità e riflessione. Sì, perché rivivendo questo viaggio nel passato, i due fratelli pensano a come sarebbe stata la loro vita se avessero avuto un altro cognome ma anche ai vantaggi e agli svantaggi che hanno subìto fin dalla tenera età.
Ricordare gli atteggiamenti di certe famiglie di compagni di classe, ad esempio, che mostravano un’attenzione particolare per fare bella figura con papà Gianni e mamma Laura; i sogni parzialmente o totalmente realizzati come anche i successi e gli insuccessi.
Una commedia che unisce divertimento e tenerezza con simpatiche incursioni telefoniche di papà, mamma e figli sempre pieni di richieste.
Quello che colpisce lo spettatore è la sincerità con cui i fratelli Morandi hanno narrato il proprio percorso, dimostrando al pubblico che, a volte, ciò che può apparire bello e totalmente privo di amarezze nasconde però molteplici insidie. Ed è proprio un rapporto saldo che spinge ad andare avanti, superando le problematiche della vita. La complicità che Marco e Marianna mettono in scena non è finzione teatrale ma verità; pur vivendo ciascuno la propria esistenza, il rapporto di affetto reciproco non è mai venuto meno e, come lo stesso Marco ha raccontato a chi scrive “anche se alcune parti sono state un po’ romanzate (per esigenze di copione n.d.r.) il fondo della storia è assolutamente vero” come gli aneddoti che, ovviamente, non andremo a svelare.
Un successo, dunque, meritatissimo e una rappresentazione che ci sentiamo di consigliare per capire come poi, dietro le luci dei riflettori e del successo, si nascondano spesso vite assai semplici (nel senso bello del termine) più di quanto si possa credere.
Ancora un applauso ai fratelli Morandi per la capacità di mettersi in gioco con ironia, dolcezza ed eleganza!
Stefano Boeris
