Per quei bambini e adolescenti degli anni ’80 e ’90 scompare un pezzo di Storia che ha segnato un periodo irripetibile
Ci sono notizie che non si vorrebbero mai apprendere e che, una volta lette, faticano ad essere accettate. Parliamo della morte di una Star del Wrestling ma, soprattutto, di un’icona targata anni ’80: Hulk Hogan.
Terrence Gene Bollea, questo il suo vero nome, ha rappresentato per l’intero decennio sopra riportato e buona parte di quello successivo, un mito legato al mondo della lotta statunitense e non solo. Sì, perché, Hulk, era stato anche attore in diverse produzioni televisive e pellicole cinematografiche. Quella più famosa è sicuramente Rocky III dove, nel ruolo di “Labbra Tonanti”, interpretava sé stesso (in termini sportivi) in un incontro di beneficenza contro il Campione del Mondo di Boxe, Rocky Balboa alias Sylvester Stallone.
Aveva 71 anni il mitico Hulk quando, a causa di un arresto cardiaco avuto nella sua casa di Clearwater (Florida) ha chiuso gli occhi subito dopo essere arrivato in ospedale salutando, di fatto, tutti i suoi fan sparsi per il mondo.

Fonte: WWE – Facebook
Era figlio di Ruth V. Moody Bollea (di origini italo-franco-panamensi) e di Pietro Bollea Jr., a sua volta figlio di Pietro Bollea Sr., un immigrato italiano nato a Cigliano in provincia di Vercelli. E forse è stato proprio questo legame a farlo sentire così amato qui in Italia.
C’è da dire che gli incontri di Wrestling dell’allora WWF (World Wrestling Federation) sul finire degli anni ’80 inizio ’90 erano seguitissimi nel Bel Paese: le reti private come l’allora Fininvest ma anche Tele +2 riscontravano sempre un gran numero di telespettatori durante la messa in onda di questi match. Il Wrestling è sempre stato uno sport atipico. Molti non lo hanno mai considerato tale (anche per via, purtroppo, di tante sostanze utilizzate per sviluppare la muscolatura) ma la realtà è che su quel ring si fondevano (e si fondono ancora oggi) allenamento e spettacolo.
Si tratta, infatti, di un insieme di mosse che devono essere coordinate e concordate tra i due atleti e ciò richiede non soltanto una capacità coreografica ma anche moltissima palestra poiché bisogna saper cadere e rialzarsi con agilità, oltre a tuffarsi dalle corde sull’avversario, senza però procurare danni fisici gravi.
Poi, si sa, gli americani sono maestri di esibizione e amano ingigantire ogni evento rendendolo plateale.
E in questo mondo di lotta libera a stelle e strisce, Hulk Hogan divenne presto un’icona anche per via del titolo mondiale vinto per ben sei volte e per le sue otto partecipazioni alla ‘WrestleMania’, tra cui, ricordiamo, il celebre combattimento del 1987 contro André the Giant, altro simbolo di quel mondo e di quegli anni, con ben 93.000 spettatori presenti al Pontiac Silverdome.

Fonte: WWE Wiki
C’è da dire che la sua carriera iniziò sul finire degli anni ’70 (1977 per l’esattezza) in Florida per poi spostarsi dall’altra parte del Pacifico, in Giappone, dove il futuro Campione ebbe modo di conoscere nomi importantissimi di questa disciplina come Antonio Inoki (personaggio inserito anche nel celebre cartone animato ‘L’Uomo Tigre’ assieme al Gigante Baba, anch’egli realmente esistito). Hulk si mise subito in luce per il suo fisico e il suo carisma. Era alto 2 mt e 1 cm e pesava 137 kg. Tornato negli States, passò per diverse federazioni: WWF, AWF. WCW, NWO, WWE.

Fonte: ADN24
Tutti ormai conoscevano questa Star e hanno continuato ad esternargli grande affetto anche quando, nel 2012, si ritirò ufficialmente come lottatore rimanendo però sempre all’interno di quel contesto. Nell’ultima campagna elettorale per la Presidenza americana, Hogan non nascose mai il suo appoggio a Donald Trump, divenuto poi Capo della Casa Bianca e che, negli anni passati, aveva preso parte a momenti di vita sui ring come showman.
Di lui si è detto e si dirà molto. Per quei bambini e adolescenti degli anni ’80 e ’90 scompare un pezzo di Storia che, col famoso strappo della maglietta prima del gong di inizio combattimento, ha segnato un periodo irripetibile.

Fonte: La Rampa
Riposa in Pace, Hulk assieme alle icone del Wrestling che sono entrate nei cuori di milioni di spettatori.
Stefano Boeris
