Una regola che non deve mai venir meno è il rispetto per chi ti ascolta

“The show must go on”, cantavano i mitici Queen e questa espressione racchiude tutta la severità che il palco trasmette a coloro che lo vivono. Lo spettacolo deve andare avanti sempre e comunque indipendentemente da problematiche e imprevisti che, come logico, possono sorgere nel corso dell’evento.

Ha fatto molto scalpore l’atteggiamento del cantante Tommaso Paradiso durante il concerto al Palapartenope di Napoli. In un momento di tensione (e forse anche di panico) per un problema tecnico agli auricolari che aveva fatto saltare il controllo del volume, l’artista ha perso il controllo della situazione e, per reazione, ha sbattuto il microfono a terra. Resosi conto dell’insano gesto, ha esternato le proprie scuse al pubblico spiegando l’accaduto: “Si sposta il volume da solo”.

Fonte: Blog.it

I presenti hanno reagito in modo differente: applausi da parte di alcuni e fischi da parte di altri. A ricomporre l’atmosfera di allegria ci ha pensato un pezzo trascinante come quello di “‘O surdato ‘nnamurato”.

Quanto accaduto deve farci riflette su come oggi l’idea di ‘spettacolo’ sia, in molti cantanti, un qualcosa di assai banale. Chi scrive si diletta nel cantare e suonare il pianoforte e sa cosa voglia dire passare dal buio della sala nelle vesti di spettatore allo stare sotto i riflettori con gli occhi di tutti puntati contro e dover cantare per 4-5 minuti o anche per un’ora abbondante e magari voler smettere o ricominciare perché un pezzo non è venuto come si sperava. Ma bisogna andare avanti! E, ovviamente l’adrenalina sale tanto in chi opera a livello dilettantistico quanto in chi canta per mestiere.

Una regola che non deve mai venir meno è il rispetto per chi ti ascolta. Specialmente nel secondo caso, quello del professionista, le persone si trovano a pagare profumatamente dei biglietti di una serata che, per carità, decidono liberamente di seguire ma che comunque porta via tempo e denaro. Ebbene, comportarsi da bambino viziato, gettando a terra uno strumento dal valore di non poche decine di euro, è l’espressione dell’immaturità che oggi aleggia nel mondo artistico.

Un tempo, i cosiddetti Big, erano cantanti che avevano fatto la gavetta, ovvero le prime esperienze in locali di quart’ordine dove il pubblico esternava la propria ‘ferocia’ se non vedeva ciò che si aspettava da quel personaggio e da quella voce; ma la gavetta era anche una palestra psicologica in cui emozioni, paure, dubbi, gioie, incertezze dovevano essere incanalati/e in un autocontrollo che permettesse di arrivare alla fine dello spettacolo in maniera più che dignitosa. Ecco perché, coloro che riuscivano ad approdare in televisione, avevano poi uno stile nel modo di porsi e di parlare con la gente.

Adesso, tutto questo fa parte del passato: il big è chi ha maggiori visualizzazioni sui social, chi viene maggiormente ‘passato’ sulle piattaforme d’ascolto digitali. Per carità, cambiano i tempi ed è giusto adeguarsi ai nuovi criteri ma se questi non sviluppano una coscienza professionale ecco che comportamenti come quello di Tommaso Paradiso saranno sempre più frequenti. Tra l’altro non stiamo parlando di un ragazzino, visto che ha 42 anni ed è in attività dal 2009. Una certa esperienza comportamentale dovrebbe averla acquisita!

E in quanto alle scuse, beh, ci mancava pure che non le facesse. E forse anche qui una riflessione va fatta: non esaltiamo un comportamento (quello delle scuse, appunto) che, di fatto, era il minimo sindacale che l’artista potesse fare in quella circostanza.

Purtroppo, spesso ciò che viene spacciato per modernità e progresso è un drammatico regresso in termini di rispetto e professionalità. I cantanti, e più in generale gli artisti, sono esseri umani con le loro fragilità ma ci sono circostanze in cui avere un comportamento dignitoso e rispettoso è un dovere e non un optional.

Ricordatelo sempre cari artisti!

Stefano Boeris