Papa Leone ha affermato con forza l’importanza di combattere i rischi delle nuove tecnologie
“Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani”.
Queste le parole di Papa Leone XIV. A 135 anni dalla Rerum Novarum, la Chiesa torna a interrogarsi sulle trasformazioni del mondo contemporaneo con una nuova enciclica sociale destinata ad aprire il dibattito internazionale. In Magnifica humanitas, il Pontefice affronta le grandi questioni del nostro tempo — dall’intelligenza artificiale alle guerre, dal potere delle Big Tech alla crisi della politica — rilanciando il tema della dignità umana nell’epoca della rivoluzione tecnologica.
Magnifica Humanitas. E’ questo il titolo della prima enciclica di Leone XIV. Pubblicata il 25 maggio, è stata firmata dal Pontefice lo scorso 15, nel 135° anniversario della promulgazione della Rerum novarum di Leone XIII, che aveva posto le basi della dottrina sociale della Chiesa. Papa Prevost ha raccolto l’eredità del suo predecessore, firmando un’enciclica sociale dedicata ad una delle grandi sfide del nostro tempo: l’intelligenza artificiale. «Ogni generazione riceve in eredità il compito di dare forma al proprio tempo: di far maturare la storia come luogo in cui la dignità di ogni persona sia custodita, la giustizia promossa e la fraternità resa possibile. Ma su ogni epoca incombe il rischio di costruire un mondo disumano e più ingiusto», scrive Leone XIV nell’introduzione.

Leone XIV – Fonte: Vatican media
L’urgenza di restare umani. «La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte ad una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme». L’enciclica è dedicata «alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale» e affronta in 231 pagine divise in cinque capitoli, oltre all’introduzione e alla conclusione, le sfide della «quarta rivoluzione industriale»: dalla trasformazione digitale ai conflitti contemporanei. Al centro del testo emerge una preoccupazione fondamentale: «Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere offuscata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo l’urgenza di restare autenticamente umani».
Disarmare l’intelligenza artificiale. È necessario “disarmare l’intelligenza artificiale” per “impedirle di dominare l’umano”. Con queste parole Papa Leone ha affermato con forza l’importanza di combattere i rischi delle nuove tecnologie. “Non possiamo considerare l’IA moralmente neutra, perché assume il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola, la usa” e “non serve un’IA più morale se questa morale è decisa da pochi.” Un chiaro richiamo al potere delle grandi aziende tecnologiche.
Disarmare, però, non basta. Dobbiamo costruire. La strada indicata dal Papa Leone XIV non passa né attraverso il rifiuto pregiudiziale dell’intelligenza artificiale né attraverso una contrapposizione ideologica. L’enciclica riconosce infatti le potenzialità positive della tecnologia e le numerose applicazioni utili alla società, ma avverte che non è sufficiente interrogarsi soltanto sull’uso buono o cattivo che se ne fa. La questione decisiva, spiega il Pontefice, riguarda ciò che viene prima: il modo in cui questi sistemi vengono progettati e l’idea di persona e di società incorporata nei dati e nei modelli che li alimentano. Per questo diventano necessari strumenti giuridici adeguati, organismi di controllo indipendenti, formazione degli utenti e soprattutto “una politica che non abdichi al proprio compito”. In assenza di tali garanzie, il cambiamento rischia di essere guidato esclusivamente da logiche tecnocratiche e presentato come “necessario e inevitabile”, imponendo di fatto regole stabilite da chi detiene dati, infrastrutture e capacità di calcolo.

Leone XIV – Fonte: Vatican news
Il superamento della “guerra giusta”. Custodia della verità, dignità del lavoro, giustizia sociale e pace sono solo alcuni dei temi centrali della prima enciclica di Papa Leone XIV. Tra tutti emerge un passaggio destinato a lasciare un segnale profondo: il superamento della “guerra giusta”, una teoria più volte richiamata negli ultimi tempi dall’amministrazione Trump.
«L’umanità sta scivolando nella cultura violenta della potenza, dove la pace non appare più come un compito da assumere, ma come un intervallo precario tra conflitti. Oggi è più che mai importante ribadire il superamento della teoria della “guerra giusta”, troppo spesso invocata a giustificare qualsiasi guerra, fermo restando il diritto alla legittima difesa intesa nel senso più stretto». Per questo «qualsiasi tentativo o progetto di eliminare o sottomettere una nazione è gravemente immorale e pertanto inaccettabile».
Con Magnifica Humanitas, Leone XIV non propone soltanto una riflessione religiosa sull’intelligenza artificiale, ma lancia una sfida culturale e politica destinata a interrogare credenti e non credenti. In un tempo in cui la tecnologia corre più veloce della capacità delle istituzioni di comprenderla e governarla, il Papa richiama la necessità di rimettere al centro la persona umana, la responsabilità collettiva e il limite etico del potere. “Disarmare l’intelligenza artificiale”, allora, significa prima di tutto impedire che l’innovazione venga separata dalla coscienza, dalla giustizia e dalla dignità dell’uomo. Perché il futuro, avverte Leone XIV, non dipenderà soltanto da ciò che le macchine saranno capaci di fare, ma da ciò che l’umanità sceglierà di diventare.
Laura Spadella
