Siamo ridicoli e destinati all’oblio. Non basterà riarmare l’Europa se i suoi cittadini non ritengono che abbia un senso avere dei valori
È veramente triste riscontrare l’uscita di scena dell’Europa. Europa forse mai politicamente veramente nata e certamente mai nati gli europei. Due giorni dopo il terribile terremoto venezuelano, con una pace Iran – USA che nella sua tragicità assume toni ridicoli con smentite immediate agli accordi appena presi; con un conflitto Russo – Ucraino inquietante per l’Occidente ed in particolare per alleati come Polonia e Paesi Baltici, il Corriere della Sera dedicava i principali articoli delle prime cinque pagine, dico le prime cinque pagine, al caldo superiore alle medie stagionali.
Vorrei non sfuggisse il concetto: per Gaza si discute se sia giusto parlare di genocidio, per l’Iran si combatte contro la costruzione della prima bomba atomica che sarebbe sicuramente usata, per l’economia mondiale si valuta se si potrà resistere alle impennate del prezzo del petrolio, ma il nostro grande problema è la sofferenza per il caldo. Intanto al Parlamento europeo è in via di definizione una risoluzione per impedire che sia usata la plastica che avvolge in una unica confezione le sei bottiglie di acqua minerale che tra non molto dovremo portare dal supermercato a casa non più imballate ma sfuse. È tossica. E forse da qui passerà la salvazione del pianeta.
Siamo ridotti così, siamo ridicoli e destinati all’oblio. Se pensiamo alla cultura millenaria che rappresentiamo sembriamo in presenza di un suicidio assistito. Potremmo invece disquisire delle politiche trumpiane che sono evidentemente incomprensibili. Ma l’incapacità di capire dovrebbe destare in noi, e soprattutto negli esimi commentatori, timore e sconcerto. Invece liquidiamo troppo spesso la cosa dando del pazzo inaffidabile al Presidente americano. Così si risolve la questione a nostro favore, non siamo noi che non capiamo, è lui che è matto. Ma lo scenario potrebbe essere ben diverso.

Fonte: gsmn.co.za
Gli americani non vinsero la guerra in Vietnam e neanche in Afganistan, andarono via, ma non la persero nemmeno. I russi stanno perdendo la guerra con gli ucraini. Un conflitto che, chiaramente, sul piano personale Putin non può perdere. E la sua reazione è minacciare la polonia, i Baltici e scorrazzare con bombardieri e droni per i cieli d’Europa. Noi ci guardiamo bene dal rispondere, abbiamo paura. Nel frattempo che l’esercito ucraino colpisce raffinerie e depositi petroliferi del nemico siti a grande distanza dalla linea del fronte e ben in profondità nel territorio russo il Tycoon sembra, in vari step, voler abbandonare l’Europa. Nel contempo conserva sempre gran bei rapporti con il dittatore sovietico.
Sorge a qualcuno il sospetto che la pazzia del presidente USA potrebbe essere una strategia per la quale si voglia concedere alla Russia di riappropriarsi di parte (o tutta) l’Europa pur di staccarla dall’abbraccio con la Cina? Potrebbe la Casa Bianca pensare che la Cina e la Russia formano un polo troppo forte ed attrattivo da poter soppiantare l’egemonia americana? E che in base a questo timore siano disponibili a qualsiasi sacrificio pur di rompere questo asse? Sarà fantasia geopolitica ma adesso sento veramente caldo.

Fonte: Aspenia Online
E mentre mi detergo la fronte, la follia trumpiana mi sembra aver preso una lucida forma. Quale sarà la nostra reazione? I Pasdaran sono disponibili tutti a morire per Allah, gli ucraini per la patria e noi stessi li definiamo eroi (con accezione chiaramente ammirata), i russi hanno portato a casa migliaia di bare senza fiatare e noi: abbiamo caldo. Se poi ci mettete che il diesel ha superato i due euro al litro la tragedia è servita. Un generale di corpo d’armata italiano ha mostrato un sondaggio ai suoi ufficiali nel quale si dimostra che solo il 15 % dei nostri concittadini sarebbe intenzionato a difendere la Patria. Tutti gli altri si dividono tra chi non ci pensa proprio e chi dichiara che fuggirebbe dall’Italia al primo vento di guerra. Ognuno giustamente la pensa come vuole, ma non basterà riarmare l’Europa se i suoi cittadini non ritengono che abbia un senso avere dei valori.
Valori che se difesi da altri ci fanno definire questi altri Eroi. Fa caldo…
Ferruccio Zappacosta
