Leggi prolisse che producono oscurità e incomprensione
La domanda, senz’altro provocatoria, che costituisce il titolo di questo articolo non sembra essere una mera provocazione, priva di valore politico e giuridico. L’intelligibilità dei testi legislativi, infatti, è un principio cardine di uno Stato di diritto, che informa ogni settore del nostro ordinamento.
Sebbene possa risultare riduttivo trattare con pretese di esaustività la questione della chiarezza e della trasparenza dei testi legislativi utilizzando esclusivamente l’esempio che di seguito proporremo, quest’ultimo testimonia quanto, almeno secondo alcuni documenti, questi testi risultino, quantomeno di difficile accessibilità per i privati cittadini. Nello specifico, l’esame del Programma di Stabilità del 2021 – vale a dire del documento che ogni Paese membro dell’UE invia alla Commissione europea – ha evidenziato la notevole lunghezza del documento italiano rispetto agli equivalenti europei.

Fonte: laleggepertutti.it
Segnatamente, a fronte di una media europea di 82 pagine e 33.600 parole, il Programma di Stabilità italiano 2021 era il più lungo d’Europa, con 178 pagine e quasi 86.700 parole. Ovviamente, la complessità della materia oggetto del documento in questione avrà di certo influito nella redazione del testo. Tuttavia, la differenza dei documenti degli altri Paesi che, deve essere sottolineato, devono avere la medesima struttura e contenuto, prova, probabilmente, che sia possibile redigere atti più corti e, pertanto, più concisi e accessibili.
Tutte le forme di burocrazie italiane, e quella delle due camere non fa certo eccezione, hanno un gusto insopprimibile per la redazione di documenti che tracimano di bizantinismi, formulazioni prolisse e baroccheggianti, che tendono a creare fumosità e incomprensione.
Lo stile tipicamente rococò in cui sono per l’appunto redatti tutti o quasi i documenti della pubblica amministrazione costituisce già un problema considerevole per il cittadino medio, ma se consideriamo le leggi che vengono prodotte dai due rami del parlamento e segnatamente, come accennavamo prima, dai funzionari delle suddette camere la faccenda assume tinte persino grottesche.
Il paradosso è infatti che la stragrande maggioranza della cittadinanza e, con ogni probabilità una porzione considerevole degli stessi legislatori, riesce a comprendere solo molto parzialmente il contenuto delle stesse disposizioni di legge.
Alberto Fioretti
