Con progetti sostenuti da finanziatori nostrani che hanno ancora coraggio di investire in un calcio in cui il business prevale sull’aspetto sportivo, Lecce rientra tra queste piazze
Mentre le grandi piazze come Genova vivono momenti di fibrillazione, dopo il terremoto dovuto alla possibile penalizzazione di 4 punti per il Brescia, che riscriverebbe il fondo della classifica della serie B, che vede, per ora, la retrocessione di una storica e blasonata come la Sampdoria, ci sono piazze piccole che grandi provano a diventare. Con progetti sostenuti da finanziatori nostrani che hanno ancora coraggio di investire in un calcio in cui il business prevale sull’aspetto sportivo.
Lecce è una di queste piazze, eccezione in un sud la cui rappresentanza è tenuta in vita nella massima categoria soltanto dal Napoli, sempre più vicina al titolo, e dalla città del capoluogo salentino, appunto.
Lecce-Torino, penultima partita di campionato, ultima casalinga per i giallorossi, ha visto un primo tempo senza grandi sussulti, davanti alla solita cornice di pubblico che subissa di fischi l’inno della Lega Serie A, per il mai digerito mancato rinvio della partita di Bergamo, a seguito della morte di Graziano Florita, fisioterapista dell’US Lecce, che viene ricordato tra applausi e cori durante la partita. Oltre 25 mila spettatori ricevono notizie incoraggianti dai campi di Cagliari e Monza, accompagnando i risultati delle dirette concorrenti per la salvezza con boati di esultanza; Venezia ed Empoli, partono con il piede sbagliato. Il Venezia perderà 3-0 contro i sardi, l’Empoli ribalterà 3-1 contro il già retrocesso Monza.

Fonte: A.S.
È il secondo tempo a sancire la vittoria dei salentini, che in campo scendono con i cambi vincenti. Ramadani al posto di Pierret, entra e segna il più bel gol della giornata di Serie A, un siluro da fuori aria che vale la prima vittoria casalinga del 2025 per la squadra di Giampaolo.
Il Toro occupa bene gli spazi ma non produce grandi occasioni. Quattro tiri per parte nello specchio della porta, e così la partita non regala grandi scintille, se non quelle tra Krstovic e l’allenatore del Lecce, quando l’attaccante viene sostituito con il centrocampista Kaba. Il possesso palla del Torino preoccupa il Lecce che chiude gli spazi e riprova con le ripartenze, mettendo più volte in difficoltà la difesa granata.
Ora la sfida salvezza passa da Roma, il Lecce incontra la Lazio nell’ultima partita di campionato e solo una vittoria darebbe la matematica certezza ai salentini di poter rimanere nella massima serie. L’Empoli se la dovrà vedere con il Verona che, in caso di sconfitta potrebbe essere risucchiato in zona retrocessione. Il Venezia dovrà vedersela con la Juve obbligata a vincere per assicurarsi il posto in Champions.
Incroci pericolosi, finale avvincente, una missione per i salentini difficile ma non impossibile.
Alberto Siculella
