Ogni angolo un angolo di gloria, ogni monumento un simbolo di cultura
Grazie Roma – Passano i decenni ed i secoli, sembra affievolirsi e quasi spegnersi, ma la forza dei tremila anni di storia la fa sempre risorgere, perché è bella, è eterna. È morto Papa Francesco, il primo gesuita al soglio pontificio, il Papa degli ultimi dei derelitti. Ed in un mondo nel quale sembra che il tema religioso sia rimasto d’interesse solo per mussulmani ed ebrei, ecco brillare Roma. Tutti i potenti sono e si sentono obbligati ad omaggiare che cosa? La più grande e la più antica istituzione mondiale: la Chiesa Cattolica, che sola al mondo rappresenta la spina dorsale della cultura intellettuale e morale dell’Occidente.
E così Roma rispolvera la sua gloria, la sua centralità internazionale, il suo volto migliore da offrire al mondo. Per una persona come me che da ragazzo rifiutò lo studio dell’inglese (scelta pagata a caro prezzo) nell’idea che altri dovessero studiare il Latino, veder tutti i grandi al cospetto del pensiero cattolico, ascoltare la liturgia precisamente in quella lingua è stata un’emozione infinita.
Vedere il colonnato del Bernini assolvere alla precipua funzione per cui è stato disegnato e costruito, cioè, vederlo riunire nel suo abbraccio i popoli del mondo è stato un infinito motivo d’orgoglio. Roma città eterna. Roma caput Mundi. Ed in un tale contesto non poteva mancare l’accadimento storico. L’incontro tra due protagonisti della politica contemporanea che per la prima volta insieme, nel tempio della Pace, al cospetto dell’uomo che indicava la via della Pace, si parlavano con un fitto testa a testa per siglare un patto di Pace solo pochi giorni prima ritenuto impossibile. E così tra gli ori ed i Santi dipinti sui muri, tra le miracolose bellezze volute da Michelangelo è stata scattata la foto del secolo.

Fonte: la Repubblica

Fonte: ANSA
Duemila giornalisti per una trasmissione in mondovisione che non ha precedenti né per altre personalità politiche né per altri capi religiosi. Tutto questo ti fa pensare che gli interpreti della vicenda contemporanea, nella loro azione quotidiana, dovrebbero aspirare non a quattro anni di governo in più, ma a lasciare un segno nella Storia senza il quale l’obblio sul loro operato arriverà sempre prima.
Poi la papamobile è partita alla volta della basilica di S.M. Maggiore e le telecamere hanno inquadrati Roma e la sua bellezza senza fine. Ogni angolo un angolo di gloria, ogni monumento un simbolo di cultura.

Fonte: Comunione e Liberazione
In questo giorno abbiamo avuto la certezza che non morirà mai, si riassopirà, a tratti si dimenticherà di sé stessa, ma poi risorgerà con la sua forza, la sua cultura, la sua centralità. Roma è eterna.
Ferruccio Zappacosta
