Purtroppo, la guerra si fa da sempre come la fanno Putin, Trump, Netanyahu e Xi Jinping. Terzium non datur
Se non vogliamo per forza attribuire isterismi a chi è stato in grado di vincere un’elezione negli Stati Uniti forse sarà il caso di cercare le motivazioni, giuste o sbagliate che siano, che lo hanno spinto ad agire in tal senso. Ed è forse corretto parlarne ad una qualche distanza temporale dalle questioni venezuelane cercando di tenerci fuori dalle tifoserie pro o contro Trump.
In primis dobbiamo chiederci quale sia la realtà storica nella quale si svolgono i fatti che riassumerei così: Joe Biden fugge (e non si ritira come già stabilito da Trump nel precedente mandato) dall’Afghanistan; la Cina già da tempo ha conquistato tutte le terre rare del mondo indispensabili all’industria tecnologica americana; la Russia si prende la Crimea nell’indifferenza di Stati Uniti (sempre a presidenza Biden) con l’Europa che fa spallucce. Gli avversari dell’Occidente (Cina – Russia – Iran e gli stati componenti il Brics) hanno la forte sensazione che sia arrivato il momento giusto per spostare l’asse politico ed economico del mondo da occidente ad oriente. Quindi la Russia invade l’Ucraina. Gli iraniani, minacciati dalla ormai prossima firma dei patti di Abramo tra Israele ed i più importanti paesi arabi del Golfo Persico, liberano le mani agli Juti, a Hezbollah e soprattutto ad Hamas. Si arriva così al 7 ottobre, un eccidio senza precedenti che risveglia nel popolo ebraico il terrore della Shoah.

Fonte: imgpress
Ma resta un problema, l’America è ancora militarmente la più forte e la Cina non intende affrontarla su questo campo e preferisce guidare le sue braccia armate da dietro le quinte.
Il Papa, non chi vi scrive, parla con facile intuizione di una guerra mondiale a pezzi. Quello che sopra vi ho descritto è lo scontro tra nazioni per il dominio planetario, precisamente l’unico motivo per il quale si sono scatenate le guerre mondiali nella storia.
In questo contesto il Presidente degli Stati Uniti decide di invadere il Venezuela dichiarando pubblicamente (e questo sì che è un unicum nella storia) che si sta andando a prendere il petrolio venezuelano con lo scopo di sottrarre il greggio, a prezzo stracciato, alla Cina ed a Cuba. Lo va a togliere a nemici dichiarati in guerra con l’Occidente e con l’America. Chi si meraviglia può farlo solo se non ha compreso il contesto. Se per capire che siamo dentro una guerra mondiale avete ancora bisogno che un uomo un po’ corpulento e con la testa rasata si affacci ad un balcone e dica che ha già consegnato agli ambasciatori di Francia ed Inghilterra la dichiarazione di guerra avete un problema. Se non avete ancora bisogno di questo che siamo in guerra lo avete compreso. Non a caso i Paesi Baltici e la Polonia sono partiti per un riarmo inimmaginabile fino a pochi anni fa. Hanno paura. Quindi la mossa di Trump è sintetizzabile nel più banale: siamo in Guerra!
Ti sei preso tutte le terre rare mi prendo tutto il petrolio! Chi si meraviglia è perduto! Così come, nel medesimo contesto e con lo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia, dove si sono aperte rotte commerciali doppiamente vantaggiose anche di quelle disegnate dal canale di Panama, non è possibile non dominare anche militarmente queste nuove vie e magari lasciarle al nemico. Un comandante in capo che facesse questo avrebbe diritto ad un processo per alto tradimento.
La questione è che per la prima volta nella storia abbiamo un Presidente statunitense che dice quello che fa e che farà, non ci gira intorno. L’Europa guarda gli eventi, per la prima volta nella storia, incerta, frastagliata, ininfluente. E tutti i commenti che leggete derivano da lì, dalla non accettazione di una marginalità europea figlia di trent’anni di errori ingiustificabili che vedono al potere le stesse categorie politiche senza che le stesse abbiano pagato pegno.
Purtroppo, la guerra si fa da sempre come la fanno Putin, Trump, Netanyahu e Xi Jinping. Terzium non datur.
Ferruccio Zappacosta
