I ragazzi della compagnia teatrale Zone Silenziose rischiano di perdere il loro spazio

Continua la mobilitazione contro la chiusura e lo sgombero all’Esquilino dell’ex edificio Inpdap, inutilizzato per anni e dal 2013 occupato da Spin Time. Lo stabile è composto da dieci piani, di cui sette sono destinati alle abitazioni, mentre circa cinquemila metri quadrati ospitano numerose attività sociali, educative e culturali: dal doposcuola agli spazi sportivi, dal teatro ai concerti di musica classica, dal coworking alla falegnameria, oltre ad essere luogo di incontro per sindacati, associazioni cattoliche e culturali, organizzazioni non governative, e ad ospitare La Redazione, spazio culturale del mensile indipendente Scomodo.

Negli ultimi anni Spin Time ha progressivamente ampliato il proprio consenso oltre l’area dei movimenti sociali, ottenendo anche il sostegno della Chiesa. Durante il pontificato di papa Francesco e poi di papa Leone XIV, l’edificio è stato riconosciuto come spazio di accoglienza cristiana, fino a entrare tra i luoghi del Giubileo dei Movimenti. Nel 2023 il Comune di Roma aveva tentato, senza esito, di acquisire l’immobile. Da allora, pur in assenza di un piano alternativo per i residenti, l’amministrazione capitolina ha più volte assicurato che nessuno sarebbe rimasto privo di una soluzione abitativa, senza tuttavia giungere a una svolta concreta.

Zone Silenziose in scena Con “La scuola delle Mogli di Molière” – Fonte: Laura Spadella

Il Comune ha cercato un accordo con la proprietà, Investire SGR, per acquisire lo stabile ed avviare un percorso di regolarizzazione degli occupanti, ma i tentativi non hanno prodotto i risultati sperati. La società ha infatti sempre ribadito l’intenzione di procedere alla riqualificazione dell’edificio, con l’obiettivo di trasformarlo in una struttura alberghiera. In questi giorni il timore di uno sgombero, dopo quello del centro sociale Askatasuna di Torino, avvenuto poco prima di Natale, si fa sempre più concreto.

Una prospettiva che riguarda non solo Spin Time, ma anche CasaPound, presente dal 2003 nella vicina via Napoleone III. Due storiche occupazioni abitative romane, geograficamente vicine, ma profondamente diverse per storia e ideologia. Tante sono le realtà a rischio che perderebbero la loro sede con lo sgombero dello stabile, oltre alle famiglie, e tra loro una in particolare, quella di Nucleo Zone Silenziose. È un collettivo teatrale nato lo scorso anno da un laboratorio dell’Università La Sapienza di Roma, tenuto da Roberto Andolfi, attore, regista e insegnante presso l’Accademia Internazionale di Teatro.

Oggi è una compagnia teatrale indipendente, costituita da trenta ragazze e ragazzi, che ha già realizzato un primo piccolo tour tra Roma, Salerno e Chieti, mettendo in scena “La scuola delle Mogli” di Molière. Zone Silenziose sta crescendo sempre più grazie all’impegno e allo studio negli spazi dell’auditorium di Spin Time Labs. È qui, infatti, che si tengono le lezioni, si fanno le prove e poi si va in scena.

La chiusura della struttura metterebbe a rischio i sogni di questi ragazzi e tutto il loro lavoro, perdendo uno spazio di espressione, crescita e creatività. Ed è anche per loro che in difesa dell’edificio all’Esquilino è intervenuto il mondo della cultura. Oltre 70 tra intellettuali, artisti, scrittori, giornalisti, registi, musicisti e attori hanno firmato una petizione rivolta al Ministero dell’Interno per chiedere lo stop a qualsiasi procedimento nei confronti dello spazio di via Santa Croce in Gerusalemme. Nell’appello diffuso e firmato lo scorso 30 dicembre, si legge: “Spin Time non è un centro sociale occupato, non è un luogo di propaganda politica, non produce illegalità, non è mai stato coinvolto in disordini sociali da quando è nato nel 2013.

L’auditorium di Spin Time – Fonte: Laura Spadella

Spin Time è molto più di un edificio, è un’idea di umanità, di convivenza e di cittadinanza attiva, come concepito nell’articolo 4 della nostra Costituzione. Spin Time è un luogo in cui 400 persone da oltre 25 paesi diversi si impegnano con cittadine e cittadini italiani, in un lavoro quotidiano, nella costruzione di una comunità solidale, democratica e non violenta”. Tra i firmatari figurano Marco Bellocchio, Matteo Garrone, Nanni Moretti, Francesca Comencini, Fabrizio Gifuni, Pierfrancesco Favino, Elio Germano, Sabina Guzzanti, Margherita Vicario e molti altri.

L’appello ricorda inoltre che nella struttura vivono oltre 140 famiglie, con più di 100 bambine e bambini, e che grazie al lavoro di operatori, mediatori e alla collaborazione con la scuola Di Donato, il diritto allo studio è garantito a tutti, con una dispersione scolastica pari a zero e che per questo uno sgombero – si legge –  comporterebbe la dispersione di una comunità, la rottura di legami umani consolidati, l’interruzione di percorsi di studio e di lavoro e un peggioramento delle condizioni di vita dei residenti, con il rischio di creare nuova marginalità in altri quartieri della città.

La richiesta finale è quindi quella di fermare lo sgombero e avviare un percorso concreto di riconoscimento e tutela dell’esperienza di Spin Time.

“Luoghi come questo – conclude l’appello – non vanno cancellati, ma sostenuti e accompagnati per contribuire a costruire un futuro migliore per le nostre città”.

Laura Spadella