Ma cosa rimane di questo Giubileo? L’eredità spirituale ricevuta dal 2025 è formata da elementi come la consapevolezza, la responsabilità e l’impegno
È certamente entrato nella Storia grazie all’importanza ricoperta in campo religioso. Il 2025, appena salutato da tutti noi, è stato l’anno del Giubileo. Un evento di caratura mondiale e particolare dato che ha visto il passaggio alla Cattedra di Pietro tra Papa Francesco, colui che ha aperto a dicembre 2024 la Porta Santa e Papa Leone XIV che, il 6 gennaio 2026 ha avuto il compito di chiuderla.

Fonte: ANSA

Fonte: La Capitale
Roma, che ha ospitato l’evento, ha vissuto un profondo cambiamento del proprio aspetto grazie a investimenti importanti fatti per l’occasione che, in alcuni casi, sono ancora “work in progress”. Pensiamo, ad esempio, alla zona attorno al Vaticano, tra Piazza San Pietro e Castel Sant’Angelo: una trasformazione della viabilità che ha visto via della Conciliazione trasformarsi in isola pedonale, partendo proprio da Piazza Pia. Sotto il marciapiede, il traforo allungato di qualche centinaio di metri per incanalare il traffico sottoterra verso Trastevere o via Gregorio VII. Ancora, la ristrutturazione del Parco archeologico del Colosseo, cuore della Storia di questa città che è stato valorizzato con itinerari per ogni età e visite guidate.

Fonte: The Plan
Che dire poi dell’apertura della stazione della Metro C “Colosseo”? Una realtà che ha fatto tanto discutere sia per l’apparente bellezza dovuta anche ai reperti archeologici trovati durante i cantieri che sono stati messi in mostra dietro apposite teche, sia per le immediate problematiche verificatesi a pochi giorni dall’inaugurazione come le infiltrazioni d’acqua in seguito ai temporali e le scale mobili già non funzionanti.

Fonte: Wikipedia

Fonte: Corriere TV
Insomma, un vero minestrone di successi e disagi che però rientrano in quella parola di quattro lettere che risponde al nome di ROMA.
Ma per tornare al carattere più spirituale e storico dell’argomento diremo che la Porta Santa non ha solo un valore architettonico. Essa, in vero, racchiude un simbolo di misericordia e, al tempo stesso, una rinascita dello Spirito. Infatti, con la sua chiusura, non si annulla un percorso di un anno e più (se consideriamo anche la preparazione che c’è stata all’evento) ma si aumenta il suo valore.
In questi mesi giubilari la Capitale ha fatto da “calamita” per coloro che, da ogni parte del mondo, hanno intrapreso un viaggio di condivisione e Fede; un luogo di speranza per milioni di pellegrini che hanno attraversato le diverse Porte Sante. Sì, perché, oltre a quella di San Pietro, ci sono state anche le Porte di Santa Maria Maggiore, San Paolo fuori le Mura e naturalmente San Giovanni in Laterano, la Cattedrale dell’Urbe.
Naturalmente i media hanno fatto la loro parte e così, con dirette e programmi incentrati sull’evento anche coloro che sono stati impossibilitati a venire fisicamente nella Capitale hanno potuto effettuare un pellegrinaggio spirituale, pregando da casa ma sempre con forte intensità.

Fonte: Il Sole 24 ORE
Ma cosa rimane di questo Giubileo? Ogni Anno Santo lascia inevitabilmente un solco profondo e oltre alla Speranza che è stata al centro di ogni preghiera e intenzione, l’eredità spirituale ricevuta dal 2025 è formata da elementi come la consapevolezza, la responsabilità e l’impegno. Viviamo in un’epoca dove gli equilibri sociali sono estremamente fragili e dove il male appare l’unico strumento per poter sopravvivere. Ma la Speranza ci dice altro: non dobbiamo pensare a un fenomeno astratto bensì a un atteggiamento che ognuno di noi può e deve avere nei piccoli ma significativi gesti quotidiani, volti all’ascolto, alla giustizia, all’aiuto reciproco e naturalmente alla pace.
Passiamo, quindi, dalla straordinarietà giubilare alla quotidianità della vita cristiana. Questo non deve indurci né alla tristezza né tanto meno alla chiusura sociale. I dodici mesi appena trascorsi ci hanno indicato che i Valori fanno la differenza ma questi, come detto, hanno bisogno di concretezza e ripetitività per poter diventare automatici nelle nostre giornate. Del resto, se è vero che un oceano è fatto di tante piccole gocce, così anche il nostro modo di stare a questo mondo può migliorare o peggiorare in base alle scelte che prendiamo e alle responsabilità che decidiamo di caricarci sulle spalle.
Il nostro cammino, in conclusione, non finisce con la chiusura dell’ultima (in ordine cronologico) Porta Santa ma prosegue fino a quando, nel 2033, vi sarà una nuova “ricarica” col Giubileo straordinario della ‘Redenzione’ in cui si celebreranno i 2000 anni della Risurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.
“Peregrinantes in Spem, Pellegrini di speranza”.

Fonte: Wikipedia
Stefano Boeris
