Un progressivo cambiamento sociale che ha investito e messo in difficoltà le giovani generazioni nella costruzione dell’impresa famiglia

Nell’ ultimo mio articolo avevo voluto dare la giusta evidenza al problema della scuola, da anni in Italia, trascurata dalla politica. Ogni costruzione, che sia una casa a due piani o un grattacielo, ha bisogno di fondamenta solide, sia in fase di costruzione, sia per durare nel tempo.

E in questo senso, l’Italia ha un altro grande problema: la natività più bassa in Europa e una quasi totale assenza di politiche per l’infanzia e per incentivare le nascite. Siamo arrivati al minimo storico e ogni anno è sempre peggio.

Siamo partiti dal lontano 1977, ultimo anno in cui il nostro Paese, ha avuto una media di 2,1 figlio per donna, media minima per garantire il rinnovo generazionale. Da allora, si è verificato un lento ma continuo calo delle nascite, che mai ha conosciuto un’inversione di tendenza. Le ragioni sono molteplici e sotto gli occhi di tutti.

Fonte: Laura Guglielmi

Un progressivo cambiamento sociale che ha investito, e radicalmente cambiato, la struttura e le abitudini dei nuclei famigliari e nuove e sempre più complicate esigenze e difficoltà economiche, che hanno messo in difficoltà le giovani generazioni nella costruzione dell’impresa famiglia.

Ma il vero punto dolente, da noi in Italia, è stato che mai la politica ha saputo fronteggiare questo problema.

I vari governi che si sono succeduti nell’ultimo trentennio, sia di centrodestra che di centrosinistra, non hanno mai promosso e sviluppato politiche per favorire le giovani coppie e incentivare la nascita di neonati.

Si è sempre agito con provvedimenti spot, bonus temporanei e miopi che alla fine hanno generato, nelle giovani coppie, soltanto un clima di confusione e incertezza. Sentimenti e stati d’ animo che, come tutti sappiamo, sono i nemici numero uno nel decidere o meno di fare un figlio.

La Francia, che fino a qualche anno fa aveva una situazione molto simile alla nostra, negli ultimi dieci anni, ha promosso con continuità politiche sociali per i giovani, incentivato il lavoro e l’occupazione femminile, sviluppato servizi per l’infanzia e sostenuto e incentivato tutto il comparto che riguarda la natalità.

Il risultato è che oggi la Francia ha 7 milioni di giovani in più , un più 13% di occupazione femminile e un tasso di natalità in costante crescita.

L’Italia resta fanalino di coda delle nascite, salari e occupazione femminile tra i più bassi d’Europa ferma al 53%, giovani che rimangono a casa con i genitori oltre i 35 anni di età e di conseguenza un sempre minor numero di giovani in età fertile che possano invertire questo pericoloso trend, che ha fatto dell’Italia un Paese con l’età media più alta in Europa.

Fonte: Demografica – Adnkronos

Nonostante tutto questo, poco se ne parla e nulla si fa, preferendo indirizzare il dibattito politico su altre tematiche, mentre sarebbe ora di rivolgere lo sguardo e dare una svolta alle politiche sociali rivolte ai più giovani.

Concludo rivolgendo un pensiero a Francesco perché, al più presto, possa tornare a scrivere per il “suo Corriere” e quel giorno sarà il più bello dei giorni…

FORZA FRANCESCO!

Filippo Gesualdi