La nostra Premier si è schierata fin da subito a favore dell’occidente e quindi dell’America. La teoria è stata che non c’è occidente senza gli USA

E Pace fu. Il Piano Trump, per fragile ed incerto che sia, ha avuto successo. La mattanza dei palestinesi sembra finita ed i pochi ostaggi vivi sono tornati a casa. Nessuno, e dico nessuno, può negare il successo diplomatico Trumpiano. Questo dovrebbe essere un risultato universalmente condiviso e non lo è.

Ma quando ho visto la parte sinistra dell’emiciclo del Parlamento Europeo non voler festeggiare l’accordo di pace, o se volete di tregua, per il solo motivo che rappresentava e rappresenta un successo del governo di destra statunitense non ho saputo se vergognarmi per loro o del fatto di essere europeo. Poi è uscita la notizia che Giorgia Meloni era stata invitata alla cerimonia di sottoscrizione dei patti di pace in Egitto ed è partita la vulgata dell’impotenza del governo italiano all’interno della vicenda mediorientale. Strano che prima fossero complici passivi del genocidio e poi inutili attori di pace.

Prima potevano fare qualcosa e non l’avevano fatto, poi non avevano fatto nulla per la pace anche perché nulla potevano fare. La realtà non è questa ed è evidente. La nostra Premier si è schierata fin da subito a favore dell’occidente e quindi dell’America. La teoria è stata che non c’è occidente senza gli USA.

Fonte: Il Post

La storia le ha dato ragione. Peraltro, a dire il vero, l’intuizione non sembra geniale. Chi poteva fermare la guerra in Palestina e chi potrà, se si potrà, fermare la guerra in Ucraina? Solo gli Stati Uniti e di conseguenza solo Trump. E così è andata. Aver tenuto duro nella rissa sui dazi, dove se avessimo dato retta all’inutile Macron che per motivi esclusivamente di politica interna correva verso l’escalation nella guerra commerciale, aver resistito alle piazze senza riconoscere lo stato di Palestina e con esso Hamas, aver intuito che l’unica via era essere e stare dalla parte degli americani le è valso il riconoscimento che le è dovuto. È vero che alle celebrazioni hanno partecipato anche la Francia, la Spagna e la Germania ma in quale posizione?

Macron è alle corde in casa e tutti sanno che nel brevissimo periodo non rappresenterà più la Francia, la Spagna si è giocata la sua credibilità verso l’amministrazione americana con l’opposizione all’aumento delle spese militari e certo non è ben vista a Washington, la Germania governa con un premier minoritario nel paese e con l’ultradestra che gli soffia il fiato sul collo. La Giorgia nazionale ha portato il suo partito, nonché l’esecutivo, su posizioni di destra moderata e questa è stata la sua grande scelta. La von der Leyen non ha potuto non trattare con lei.

La notte della pace ho seguito il programma di Rai 3 “Linea Notte” dove erano presenti l’editorialista della stampa Niccolò Carratelli e il giornalista dell’Unità Umberto De Giovannangeli che sotto la sapiente direzione di Daniela Tagliafico (tutto un bel conclave di sinistra) hanno passato più tempo a denigrare la Meloni che a parlare della pace stessa. Non poteva non comprendersi l’imbarazzo per il successo di Trump. Erano perfettamente in linea con la parte sinistra dell’emiciclo europeo.

Cari signori, non è con racconti lontano dalla realtà che riprenderete il centro della scena. Non è con le partite di pallavolo politica in onda su La7 con “Di Martedì” dove Floris fa domande da alzatore e Bersani con le sue anacronistiche iperboli completa l’opera con schiacciate favolose che convincerete la parte maggioritaria del paese che non la pensa come voi. Non è sorvolando sugli striscioni inneggianti al sette ottobre o facendo rappresentare la flottiglia da una che ha inneggiato alla morte di Berlusconi (funerali di Stato) che conquisterete il favore del voto.

Dietro uno striscione così pensato e voluto, all’urlo di Palestina libera dal fiume al mare una persona non radicalizzata a sinistra non ci si mette. E basta a condannare il giorno dopo avendo il giorno prima accettato di marciare dietro a certi vessilli. L’Italia che vi guarda, pur condividendo determinati concetti di umanità, che non appartengono a voi ma a tutti, resta distante da certi estremismi e da certe frasi. Accettate il dialogo e riconoscete i meriti dell’avversario se volete tornare in pista, senza negare il milione di posti di lavoro o i versamenti sulla sanità fatti da questo governo e non dai precedenti. Tony Blair rimise la sinistra al centro riconoscendo i meriti della Thatcher e non con il negazionismo di ciò che di buono aveva fatto.

E intanto Giorgia porta l’Italia al centro della diplomazia mondiale e Trump rispolvera il Columbus day. Il resto sono chiacchiere.   

Ferruccio Zappacosta