Quel meraviglioso abbraccio tra Rivera e Riva, che sancì la vittoria dell’Italia sulla Germania per 4 a 3, non sarà soltanto il gol del secolo ma un simbolo indelebile che verrà ricordato anche al di fuori di un ovvio discorso calcistico

È stata definita la partita del secolo ma forse per tanti altri motivi, è stata e sarà una partita indimenticabile per bellezza, pathos, emozioni, il tutto incastonato in un periodo storico irripetibile. Non è di calcio, di gol, di fuorigioco o rigori che oggi voglio parlare.

Italia Germania ha ispirato film, racconti, pièce teatrali e nel suo appassionante susseguirsi di emozioni, raccontava una splendida epoca, un mondo che oggi non esiste più.

17 giugno 1970: sono passati esattamente cinquantacinque anni da quella semifinale Coppa Rimet, Italia Germania. I Mondiali si giocano in Messico, e saranno vinti meritatamente, in finale, dal Brasile di Pelè che sconfiggerà l’Italia 4-1. Telecronista Nando Martellini, tv bianco e nero, primo o secondo canale Rai, non c’era altra scelta.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

L’ Italia attraversava ancora il terremoto politico-sociale del 68, aspri i conflitti e cambiamenti sociali, ma al di là delle tensioni, si respirava un’aria nuova, di mutamento e di evoluzione collettiva che hanno cambiato e marchiato per sempre l’Italia. In quegli anni la musica, la cultura, l’arte e la moda attraversarono cambiamenti radicali che riflettevano la variazione di atmosfera dilagante.

Anche i movimenti femministi presero slancio, promuovendo l’uguaglianza di genere e i diritti della donna.

Fonte: DINAMOpress

La politica in quell’epoca era gestita da governi di centro, targati Democrazia Cristiana. Leone, Rumor, Colombo, Andreotti, Moro in quel decennio si alternarono alla guida del governo, in anni molto difficili, costellati da forti tensioni sociali, lotte studentesche, manifestazioni di piazza e violenze che sfociarono nel tristi e lugubri “anni di piombo” che a lungo insanguinarono l’ Italia.

Fonte: Gazzetta Sarda

Eppure nonostante questo scenario, non privo di intricati nodi da sciogliere, si respirava un aria positiva e regnava un certo ottimismo che poi porterà il nostro Paese agli anni 80 e in parte ‘90, carichi di grande salute e benessere sociale.

Nel pianeta le guerre erano comunque lontane, a parte l’eterna polveriera del Medio Oriente e prevaleva la sensazione che i conflitti fossero in qualche maniera sotto controllo. Di quelle immagini sbiadite in bianco e nero, di quella Italia-Germania, che oggi hanno provato a rigenerare e a colorare con i moderni mezzi della tecnica, non è rimasto più nulla: stadi, calciatori, società e perfino il pubblico che seguiva nella maggioranza le partite dalle tribune, in giacca e cravatta.

Fonte: Roma Talk Radio

Ma soprattutto è cambiato tutto ma proprio tutto il contorno (e certamente non in meglio) che ha fatto di quegli anni dei tempi indimenticabili di crescita sociale e culturale per il nostro Paese. Fatico a trovare oggi, in questa “straripante” mediocrità che pervade il pianeta, personaggi che rimarranno scolpiti nella Storia.

Per questo credo che quel meraviglioso e naturale abbraccio tra Rivera e Riva, che sancì la vittoria dell’Italia sulla Germania per 4 a 3, non sarà soltanto il gol del secolo ma un simbolo indelebile che, in eterno, verrà ricordato anche al di fuori di un ovvio discorso calcistico.

Fonte: Maghweb

Italia Germania 4-3, non solo una partita!

Filippo Gesualdi