L’opera incompiuta rinasce per il Giubileo dei Giovani
Dopo anni di abbandono e degrado, viene riaperta a Roma la Vela di Calatrava in occasione del Giubileo dei Giovani.
La Vela prende il nome dal celebre architetto Santiago Calatrava, che l’aveva progettata nel 2005. È un’imponente struttura che era stata destinata ai mondiali di nuoto del 2009, ma mai utilizzata. In acciaio e cemento, è alta 75 metri, un palasport in grado di contenere 8 mila posti a sedere e 15 mila in piedi, aree verdi e parcheggi. Doveva essere un impianto sportivo polifunzionale, ma i lavori non sono mai stati portati a termine ed è stata lasciata in stato di abbandono per tutti questi anni, fin quando nel 2021 è stata trasferita all’Agenzia del Demanio, che con un investimento di 80 milioni di euro, ha reso possibile la riqualificazione e la messa in sicurezza, restituendola alla città per ospitare il Giubileo dei giovani dal 28 luglio al 3 agosto.
L’ambizioso progetto era nato sotto l’amministrazione dell’allora sindaco Walter Veltroni, con l’obiettivo di dotare Roma di un nuovo polo sportivo in vista dei Mondiali di nuoto del 2009.
Il piano prevedeva due palazzetti, uno per basket e pallavolo, l’altro per il nuoto, piscine olimpiche coperte e scoperte. L’avvio dei lavori, con la posa della prima pietra tra il 2006 e il 2007, fu accompagnato da un budget iniziale di 60 milioni di euro, cifra che salì rapidamente a 120 milioni. La crisi economica del 2008 e i ritardi nei cantieri bloccarono i lavori. Si decise quindi di spostare i Mondiali di nuoto al Foro Italico, nella piscina esistente, per nuoto e tuffi, e in altri due stadi provvisori, per la pallanuoto e il nuoto sincronizzato. Oggi, da simbolo incompiuto di quella che doveva essere la Città dello Sport di Tor Vergata, è tornato ad essere un luogo riqualificato e fruibile, capace di ospitare un evento importante come quello del Giubileo dei Giovani.
Il risanamento spicca, infatti, tra gli interventi di riqualificazione delle grandi opere promosse dal governo per il Giubileo 2025, nel quadro delle misure straordinarie previste dal cosiddetto “Decreto Giubileo” e fa parte del più ampio Piano nazionale per la rigenerazione urbana. A guidare il complesso iter finanziario e operativo è stato il Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso l’Agenzia del Demanio, che ha svolto un ruolo di regia nella realizzazione dell’opera. Un progetto che ha restituito nuova vita a uno spazio strategico, con l’obiettivo di rigenerare un’area marginalizzata della Capitale e riconsegnarla alla collettività. Grazie a una sinergia istituzionale tra enti centrali e locali, l’operazione ha permesso di riaccendere i riflettori su un’area rimasta a lungo simbolo del degrado urbano e dello spreco di risorse pubbliche, destinata ora a diventare simbolo di una rinascita attesa da anni.

La Vela illuminata – Fonte: Darc Awards
Il progetto di rigenerazione dell’area di Tor Vergata mette al centro la sostenibilità ambientale. Con la piantumazione di 460 nuovi alberi, 600 siepi e 6.000 arbusti, si stima che sarà garantita una riduzione delle emissioni di CO₂ di circa 45 tonnellate nei prossimi vent’anni, che saliranno a oltre
65 tonnellate in 30 anni. A questi interventi si affiancano opere di recupero delle acque, impianti per la produzione di energia pulita e un parco botanico aperto a tutti i cittadini.
Lo scorso 7 luglio l’inaugurazione, con un’illuminazione spettacolare e scenografica, alla presenza delle importanti autorità coinvolte. Erano presenti il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Alfredo Mantovano; il Vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli; il Viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo; il Direttore dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme; il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca; il Commissario Straordinario per il Giubileo e Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri e il Monsignor Graziano Borgonovo, Sottosegretario del Dicastero per l’Evangelizzazione.
La struttura ha ripreso vita in una suggestiva serata che ha premiato la sua trasformazione da simbolo della modernità incompiuta a centro per eventi da un milione di persone. Il progetto di illuminazione inoltre ha ricevuto il primo premio del concorso internazionale Darc Awards, l’importante riconoscimento dedicato al lighting design.
Oggi la Vela torna a nuova vita. Non più come cittadella dello sport, ma come spazio per accogliere eventi religiosi e culturali. Una destinazione diversa che segna, dopo tanti anni di attesa, l’inizio della nuova vita di un’opera finora emblema della modernità incompiuta, ora simbolo di rigenerazione e sostenibilità, tra verde, energia e innovazione.Inizio modulo
Laura Spadella
