Il dato forse ancora più preoccupante è la fragilità dell’Europa, che non riesce a trovare una linea comune
Mentre l’Europa si sta riprendendo dallo choc causato dalla lettera di Trump che impone dal 1° agosto dazi al 35% su molti prodotti, a Milano, sempre Milano, scoppia uno scandalo che coinvolge la giunta comunale per alcune presunte tangenti legate allo sviluppo edilizio della città.
Ovviamente è partito immediatamente il circo barnum di chi chiede le dimissioni del Sindaco Sala e chi, invece, come il più saggio ex sindaco Albertini, predica prudenza e responsabilità e meno giustizialismo. Il caso è appena scoppiato e non ci sono elementi per commentare se non esternare il dispiacere che possano ripetersi cose del genere. Staremo a vedere.
Tornando ai dazi di Trump, credo che non ci sia alternativa al dialogo tra USA e UE, inasprire i rapporti non porterebbe niente di buono a nessuno, dando per scontato che anche gli americani, secondo gli osservatori, avranno conseguenze negative da queste iniziative trampine. Iniziative trumpiane molto improvvisate, pensiamo solo alle capriole che in una settimana abbiamo potuto seguire sulla guerra in Ucraina. Si è passati da una adesione acritica delle posizioni di Putin, a una sua demonizzazione. Si è passati dal proclama, basta armi agli ucraini, all’ invio di massicce partite di armi per consentire una efficace difesa. E poi, dazi si, dazi no, e poi l’invio di lettere a quasi tutto il mondo per imporli. Insomma, stare appresso a Trump e’ un’attività molto difficile. Bisogna dotarsi di grande pazienza, considerando che questo sarà l’interlocutore più importante per i prossimi anni.

Fonte: Sky TG24
Il dato forse ancora più preoccupante è la fragilità dell’Europa, che non riesce a trovare una linea comune, anzi, molte critiche alla Von der Leyen, per come ha costruito il Bilancio, troppo proiettato al riarmo, piuttosto che al sostegno delle politiche comunitarie. Si parla addirittura di un voto contrario da parte della Germania.
Un vero peccato che la debolezza dell’Europa non riesca ad incidere in un momento così difficile e drammatico. Siamo assenti in tutti i tavoli, dal Medio Oriente all’Ucraina, quasi nessuno chiede un nostro parere, molto triste ridursi a questa impotenza, eppure forti segnali in questo senso erano arrivati forti e autorevoli, a cominciare da Mario Draghi. La verità è che mancano leader di questo nome capaci di dare idee e gestire con autorevolezza la situazione, mai così difficile dalla fine della guerra.
Nella nostra Italia si va in vacanza con i problemi di sempre. Anche se, nel suo complesso i dati ufficiali che dà il Governo raccontano di una situazione migliorata e di una credibilità internazionale decisamente migliorata. Verso il nostro Paese c’è fiducia e si ritorna ad investire. Gli investimenti derivati dal PNRR stanno seguendo il cronoprogramma e questo dato è confortante sulle nostre capacità di rispettare gli impegni.
In autunno avremo una importante tornata elettorale. 5 regioni andranno al voto e, tolte le Marche, che vedranno il presidente in carica Francesco Acquaroli difendere la sua presidenza dall’assalto di Matteo Ricci, nelle altre regioni, Veneto, Toscana, Campania e Puglia i giochi non sono chiusi. La questione più spinosa è il Veneto. La Meloni rivendica per FDI la presidenza ma ancora la partita non si riesce a chiudere così come in Campania, che farà De Luca? Dove porterà i suoi voti? Stessa incertezza in Puglia e Toscana.
Il PD, spera nel campo largo, possibile nel voto amministrativo e quasi impossibile nel voto politico a causa delle divisioni sui problemi di politica estera. Troppo forti le differenze tra i partiti e nei partiti. Una Schlein che sta portando il PD su posizioni troppo radicali e spinte a sinistra, riuscirà a tenere unito il partito? E il centro destra riuscirà a contenere l’è infantile effervescenze di Salvini che non si rende conto che i dispettucci alla Meloni non pagano. Gli elettori vogliono che la maggioranza governi e questi teatrini per cercare visibilità e voti, non piacciono.
Un ultimo dato. Il governo Meloni, nei sondaggi, dopo due anni e mezzo di governo, migliora la sua percentuale di consensi. È l’unico in Europa. Vorrà dire pure qualcosa?
FRANGES
