Un traguardo storico per il coordinamento nazionale: il progetto raggiunge per la prima volta la copertura completa dell’intero territorio italiano
Al via la trentesima edizione di Monumenti Aperti, con un programma di visite da aprile a novembre in tutto il territorio nazionale. È stata presentata a Roma, nella Sala dei Cherubini di Palazzo Falletti, la nuova edizione di Monumenti Aperti, la trentesima.
Un traguardo storico per il coordinamento nazionale: con l’ingresso della Valle d’Aosta e del Molise, infatti, il progetto raggiunge per la prima volta la copertura completa dell’intero territorio italiano. Un anniversario davvero importante per un’iniziativa che ha coinvolto in questi anni migliaia di volontari, studenti, istituzioni e comunità locali, che hanno collaborato per restituire al pubblico, luoghi simbolici della storia e dell’identità di territori spesso dimenticati. Un risultato significativo che rappresenta anche un nuovo passo per il progetto, oggi sempre più esteso e condiviso.

Sala Conferenza stampa Palazzo Falletti – Fonte: Laura Spadella
Nato a Cagliari dall’iniziativa di cinque amici, l’iniziativa ha preso forma dal desiderio di raccontare il proprio territorio e renderlo accessibile a tutti. Da quell’intuizione iniziale è cresciuto un percorso che, in tre decenni, ha coinvolto centinaia di Comuni e fatto conoscere ai visitatori tantissimi tesori del nostro Paese. Oggi il progetto si presenta come una rete diffusa che connette persone e luoghi in tutta Italia. Il racconto diventa esperienza diretta e la conoscenza nasce dalla partecipazione, in un processo che continua a rinnovarsi ogni anno di più. I numeri sono davvero importanti: dalla prima edizione del 1997, nata in Sardegna, il progetto ha registrato oltre 4.241.000 visite guidate. Un percorso costruito grazie all’impegno di 175.700 studenti e 63.500 volontari, che nel tempo hanno contribuito a far conoscere e valorizzare più di 2.863 monumenti in 210 comuni italiani.
Dal 18 aprile all’8 novembre 2026, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, saranno aperti al pubblico i tesori della penisola attraverso un racconto condiviso. Monumenti, siti e luoghi di cultura diventeranno gratuitamente accessibili, con oltre 200 giorni di visite guidate, più di 800 eventi gratuiti e circa 800 monumenti aperti in 85 comuni distribuiti in tutta Italia. Il viaggio prende il via ad aprile da Cagliari e prosegue a maggio in tutta la Sardegna, coinvolgendo oltre 60 comuni. Nello stesso periodo nuovi percorsi a Quiliano (SV) in Liguria, Pinerolo in Piemonte e Benevento in Campania, insieme ad Aymavilles in Valle d’Aosta e poi Palermo, fino ad arrivare a Perugia nel mese di giugno. Dopo la pausa estiva, il calendario riprende in autunno: a settembre da Gravellona Toce (VS), per poi proseguire a ottobre con tappe a Bellinzago Novarese (NO), Torino, Ferrara, Latronico (PZ), Siracusa, Trieste, Cosenza, Montefano, Roma, Treviso e Venezia, insieme a numerosi comuni sardi. A novembre il percorso si conclude con Milano, Chieti, Bitonto e Campi Bisenzio (FI).
Dai grandi teatri ai musei diffusi, dai siti archeologici ai paesaggi naturali, ogni luogo diventa parte di un racconto collettivo: dal Teatro Marrucino di Chieti al Museo di Arte Urbana sulle Migrazioni di Roma, dalla Palazzina Marfisa d’Este di Ferrara a Villa Rendano di Cosenza. E ancora, la Necropoli punica di Tuvixeddu a Cagliari, la più estesa del Mediterraneo, la Cappella dei Mercanti di Torino, fino al Parco del Pollino tra Calabria e Basilicata. Un’incredibile serie di iniziative che porteranno i visitatori alla scoperta di piccoli e grandi tesori di cui è ricco il nostro Paese.

Aymavilles, Val d’Aosta – Fonte: Imago Mundi
Monumenti Aperti è coordinata a livello nazionale dalla Organizzazione di Volontariato Imago Mundi di Cagliari, ed il suo presidente, Massimiliano Messina, ripercorrendo in conferenza stampa la storia di Monumenti Aperti, dalla nascita nel 1993 in Sardegna ad oggi, con il raggiungimento di tutte le regioni italiane, ha ricordato l’importanza del patrimonio italiano vivo, da conoscere, tutelare, tramandare. Ed il coinvolgimento diretto delle scuole, che è uno degli elementi più importanti in questo progetto. Gli studenti diventano guide dei monumenti, trasformando la visita in un’esperienza partecipata e condivisa. «I monumenti diventano strumenti di relazione e cittadinanza attiva», ha sottolineato Messina, evidenziando il valore educativo di una iniziativa in cui cultura e formazione si intrecciano.
Nel corso degli anni, oltre 175.000 studenti hanno contribuito a raccontare la storia d’Italia, prestando la propria voce al patrimonio collettivo. Una pratica di cittadinanza attiva che rende i giovani veri protagonisti e rafforza il legame tra comunità e territorio.
Nel 2026 Monumenti Aperti celebra così i suoi primi trent’anni di attività, confermandosi come una delle esperienze culturali partecipative più significative in Italia. Un itinerario tra memoria, cultura e bellezza che invita tutti a riscoprire spazi spesso poco accessibili o dimenticati, restituiti ai visitatori attraverso racconti, visite guidate e iniziative diffuse in tutta Italia, un percorso che connette persone e luoghi, celebrando l’amore per il patrimonio e la bellezza del nostro Paese.
Laura Spadella
