L’Europa paralizzata dalla paura e dalla mancanza di coraggio, non conta niente e porta avanti questa penosa agonia
Tutti dicono basta con la guerra, ma nessuno fa qualcosa per fermare queste stragi. In Medio Oriente continua la politica dissennata di Nethaniau che sta producendo migliaia e migliaia di morti a Gaza. Addirittura, si è arrivati al punto di non consentire la distribuzione dei viveri ai civili stremati dalla guerra e dalle bombe. Un caso mondiale dove ci si lava la coscienza con proclami e manifestazioni di ogni genere, ma chi dovrebbe fare qualcosa, non fa, anzi.
Finché Trump sosterrà questa politica non succederà niente considerato il silenzio e la tacita condivisione per quello che sta’ accadendo dei Paesi Arabi che sembra proprio stiano facendo fare il lavoro sporco ad Israele per risolvere un problema che da anni sovrasta quell’area geografica. Il terrorismo di Hamas, che riscuote simpatia da più parti nel mondo, compresa l’Italia, non si riesce a sconfiggere (anche per i tanti finanziamenti che riceve) e alla fine il cinismo che impera, favorisce queste stragi.
In Ucraina stessa commedia. Trump, preso in giro e umiliato da Putin, è praticamente incapace a trovare soluzioni. Putin prende tempo dicendo di volere la pace e intanto bombarda senza tregua Kiev e le città ucraine. Nel mondo, mentre c’è molta indignazione verso la guerra di Israele a Gaza, c’è un silenzio ripugnante verso le stragi di Putin, come se i morti ucraini fossero di serie B.
Ovviamente anche in Italia resiste quella cultura che tollera le infamie e la dittatura di quella che fu l’Unione Sovietica e si riflette su alcune decisioni o prudenze dei partiti di sinistra. In questo mare naviga Trump, che con decisioni ondivaghe destabilizza continuamente il mondo e pensa solo a fare tanti soldi, per sé naturalmente.
L’Europa, non è una novità, paralizzata dalla paura e dalla mancanza di coraggio, non conta niente e porta avanti questa penosa agonia. La mancanza di leader di spessore porta ad una marginalità inquietante che Mario Draghi, ogni anno denuncia invocando decisioni coraggiose, senza ottenere nessuna reazione. Troppo mediocre la classe politica europea. È finita la fase del, se non si fa qualcosa l’Europa sarà marginale, siamo già da un pezzo una realtà politica che ha fallito e che si è suicidata, devastata dalla burocrazia e dalla paura a prendere decisioni.

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In sintesi, questo succede nel mondo e in Europa. Nel nostro Paese le cose sembrano andare meglio. Più occupazione, anche se con salari troppo bassi, conti a posto e tutti i dati danno un segno positivo ma la percezione dei cittadini è ancora contrassegnata dalla preoccupazione. Caro bollette, prezzi che aumentano, incertezza per il futuro dei giovani, in fondo sono questi i veri problemi delle famiglie. Per questo al Meeting di Rimini la Premier ha lanciato alcune proposte interessanti.
Il Piano casa è dai tempi di Fanfani che non se ne parla, aiutare i giovani a trovare casa a prezzi calmierati, aiutare il ceto medio con sgravi fiscali per poter riprendere quel ruolo che ha fatto la fortuna dell’Italia, sviluppando consumi e generando ricchezza diffusa. Il ceto medio è stato penalizzato negli ultimi 20 anni e il Governo ha finalmente capito dove rivolgere l’attenzione. Speriamo che ai discorsi seguano i fatti. Il protagonismo della Meloni sulla scena internazionale ha fatto crescere di conseguenza l’affidabilità Lo spread mai così basso, testimonia la salute della nostra economia e questo dovrebbe sollecitare investimenti, anche dall’estero.
A fine settembre inizia una girandola di elezioni regionali. Saranno 5 le Regioni chiamate a eleggere i propri rappresentanti. E si comincia dalle Marche, considerata la più importante perché la più incerta. È una regione guidata da Francesco Acquaroli, un fedelissimo della Meloni che ha guidato la Regione con correttezza e ottenendo risultati importanti ma senza un guizzo particola. Si prevede un testa a testa con Matteo Ricci, del PD, recentemente inquisito per dei fatti che risalgono a quando era Sindaco di Pesaro. Chi vince nelle Marche può dirsi vincitore della tornata elettorale perché le altre regioni al voto hanno un esito scontato. Veneto al centro destra, Campania, Puglia e Toscana al centro sinistra. Per questo la Meloni e il suo governo stanno facendo una campagna elettorale con molte presenze e comizi. Staremo a vedere. Intanto è ricominciato il Campionato di calcio, con pochi giocatori italiani, tanti stranieri bufale, a discapito della nazionale, che rischia grosso nelle qualificazioni al mondiale.
Insomma, viviamo tempi molto interessanti.
FRANGES
