Da orgoglio a barzelletta il passo è breve. Ecco la fine di uno dei cantieri giubilari simbolo della giunta Gualtieri

Era troppo bello per essere vero: un Giubileo (ormai vicino alla chiusura) senza disagi e con una macchina organizzativa totalmente funzionante anche (e soprattutto) grazie ai lavori di restyling della Capitale. Un sogno che, proprio a ridosso del simbolo giubilare, ovvero San Pietro, si è scontrato con la realtà.

È successo in uno dei fiori all’occhiello dei cantieri capitolini 2025: la ferrovia Roma-San Pietro. In questa parte di tratta ferrata, vi è un tracciato che conduce all’interno dello Stato della Città del Vaticano. Ebbene, questi binari che corrono lungo la bellissima e nota “passeggiata del Gelsomino” da cui si può godere “er Cuppolone”, sono stati per così dire ‘ritoccati’ attraverso l’intervento di pedane e cancellate per permettere l’incrocio e il passaggio della pista ciclabile che da Monte Ciocci porta verso le Mura Vaticane.

Essendo un percorso ferroviario non in uso, salvo qualche rara eccezione, si è pensato di sacrificare uno dei due binari che entrano dentro la Città-Stato, troncandolo per posizionarci sopra la pedana di transito per bici e pedoni e lasciare l’altro libero, con apposite intersezioni (come avviene nei passaggi a livello, per capirci) affinché il treno possa transitare senza problemi.

Fonte: 7colli.it

E qui viene il bello: per delimitare questo passaggio è stata messa una cancellata di sicurezza. Ovviamente, parliamo di una struttura mobile che, in occasioni particolari, viene aperta per permettere l’ingresso/uscita del treno a/da San Pietro. Nei primi giorni di settembre, un convoglio ha percorso quella che è considerata la ferrovia più corta del mondo e, giunto in prossimità della cancellata, si è “agganciato” alla costruzione in ferro, sradicandola dai suoi piloni. Il motivo? Misurazioni completamente errate. In sostanza, da un lato (quello del cancello distrutto), la distanza dal binario è di circa un metro mentre dal lato opposto è di gran lunga maggiore.

Fonte: 7colli.it

Ovviamente l’area è stata transennata e ora bisognerà mettere mano per ricostruire un’opera nuova di zecca.

Questo penoso incidente la dice lunga su come vengano effettuati i lavori nella Capitale e non solo. E, lo ribadiamo ancora una volta, quella della Stazione Vaticana, era una punta di diamante dei lavori giubilari a firma Roberto Gualtieri.

Non sono mancate le proteste (visto che i soldi sono dei contribuenti), le critiche e le beffe.

“Ciak, Gualtieri, buona la prima, anzi no”, così ha ironizzato Daniele Giannini, dirigente regionale della Lega e già Presidente del Municipio Aurelio-Boccea che ha postato il video del disastro su Facebook. “Record da Guinness dei primati, il primo treno che è passato ha sfondato tutto: avevano sbagliato le misure del cancello. Ebbene al primo treno che è passato il treno se lo è incollato”, ha detto Giannini che, mostrando il pilone che sorreggeva il cancello, ha continuato: “Il treno è entrato qua, si è agganciato al cancello e ha divelto tutto. Ecco come è stato distrutto. Questa è la prova di come certe volte i lavori vengano fatti veramente male. Certo, qui siamo proprio ‘all’A, B, C’: bastava prendere le misure del treno e posizionare il cancello alla giusta distanza per farlo passare agevolmente”.

Fonte: 7colli.it

Inoltre, come ciliegina sulla torta, il video di Giannini mostra che i lavori da rifare coinvolgono anche in un altro punto dove si era creato un dislivello. “Lo stanno colmando con un po’ di cemento. Anche qui si era sgretolato al primo passaggio del treno, ma non solo: erano state sufficienti le biciclette per far crollare tutto”.

Fonte: 7colli.it

Insomma, se la perfezione appartiene solo al buon Dio, possiamo dire senza timore di smentita che forse l’Onnipotente dovrà mandare, per il prossimo evento giubilare, degli Angeli ingegneri per contrastare l’ignoranza e la superficialità dell’Uomo. Quanto successo alla Stazione San Pietro non può essere minimizzato. Un errore da prima elementare non ha scusanti e ai progettisti che hanno sbagliato le misure andrebbe annullato il titolo di studio e imposto il risarcimento dei danni fino all’ultimo centesimo.

Stefano Boeris