Indubbiamente la Politica non è un gioco e rappresentare la cittadinanza prevede una consapevolezza delle problematiche che affliggono i cittadini nella vita quotidiana

Un libro interessante al punto che, leggendolo, vengono alla mente molte domande. E allora perché non porle all’autore?

Intervista a Luciano Ciocchetti
Fonte: Condivisione Democratica

PERCHÈ HA DECISO DI SCRIVERE?

Era un’idea che avevo da tempo per far conoscere la mia esperienza politica, 40 anni di impegno sul territorio e nelle varie istituzioni. Poi durante il lockdown ho trovato il tempo per scriverlo. Spero possa essere utile per giovani che vogliono impegnarsi in politica senza scorciatoie.

QUANTA IMPROVVISAZIONE IN POLITICA VEDE OGGI?

La crisi dei Partiti, delle ideologie e leggi elettorali che favoriscono le scelte dei leader di turno hanno portato ad una crisi profonda delle classi dirigenti. Non esiste più una vera selezione che un tempo veniva fatta sul territorio e all’interno della società. Oggi contano di più i rapporti di amicizia che non le capacità e le competenze dimostrate sul campo.

CI CREDE ANCORA CHE LA PASSIONE IN POLITICA FACCIA LA DIFFERENZA?

Secondo me assolutamente sì. Io ho sempre vissuto la politica come Servizio e a disposizione della gente e senza passione non è possibile farla. Chi fa politica senza passione pensa solo al potere fine a sé stesso. La mia esperienza dimostra che si può portare avanti l’impegno politico anche senza incarichi.

UN POPOLO COME QUELLO ITALIANO SECONDO LEI É ATTENTO ALLA FORMAZIONE DEI POLITICI?

Purtroppo, no. Basta vedere chi è stato votato negli ultimi anni sia in Italia che nella città di Roma. L’ incompetenza è divenuta quasi una medaglia. Spero che queste brutte esperienze facciano rinsavire gli elettori italiani in modo che al di là dei partiti scelgano la competenza, l’esperienza e la capacità dimostrata. La sola onestà dichiarata non può bastare.  Dopotutto se una persona deve farsi curare qualche malattia cercherà il medico bravo, esperto e competente non il primo scappato di casa.

QUANTO LE È COSTATO METTERSI AL SERVIZIO DEGLI ALTRI? COSA LE È RIMASTO IMPRESSO DEI SUOI PRIMI ANNI DI POLITICA?

Per me la politica esiste solo come servizio. E come attenzione ai problemi della gente e della Società.  La vera politica è servizio e mediazione degli interessi. I miei primi anni di politica saranno sempre presenti in me, sono stati la mia formazione sul territorio e sui problemi della gente. La politica del marciapiede.

DIFFICILE IN UN’EPOCA COME LA NOSTRA, SCOVARE TALENTI CHE POSSANO AVVICINARSI ALLA POLITICA, AVERNE RISPETTO E AMARLA COME SE FOSSE LA MISSIONE DELLA PROPRIA VITA?

In un periodo in cui la politica è stata mortificata e che ha prodotto scarsa classe dirigente sicuramente non è facile ma occorre che si faccia questa ricerca. Servono scuole di politica, servono partiti che facciano selezione della classe dirigente non per amicizia ma per capacità. Serve che chi ha avuto esperienze come il sottoscritto le metta a disposizione degli altri. Ma serve riaprire alla partecipazione popolare. Bisogna riavvicinare la gente, i giovani, le donne alla politica. Perché la politica decide sulle nostre vite e sul nostro futuro, come persone e come società. Quindi è difficile ma bisogna farlo.

COSA CAMBIEREBBE OGGI DEL SUO PERCORSO POLITICO?

Tutti facciamo errori e quindi ne ho fatti parecchi anche io. Ma ho sempre affrontato le scelte fatte a testa alta e senza rimpianti anche quando ho perso. Probabilmente l’errore più grande è stato quello di seguire l’UDC e Casini quando dalla coalizione di CDX ha cominciato ad andare a zig-zag, una volta di qua e una volta di là.

QUALE È IL SUO GIUSTO SENTIERO?

Sono sempre stato convinto che per intraprendere e seguire attivamente e con profondo impegno una attività politica che sia costruttiva e che porti a risultati concreti occorra in primo luogo essere pienamente disponibili ad ascoltare la gente. Per trovare la soluzione ad un problema, infatti, bisogna innanzitutto ascoltare le esigenze, le aspettative, le problematiche che riguardano le persone. È necessario stare direttamente in contatto con loro.  Questo lavoro consente di formare idee e progetti da portare dentro le istituzioni. Tutto questo deve essere unito ad una coerenza delle idee e dei valori essenziali della vita. Per me Il Giusto Sentiero parte da qua e da qua va costruito metro per metro, contatto per contatto, problema per problema, soluzione per soluzione, progetto per progetto, idee per idee e valori per valori.

COSA PENSA DELLA NOSTRA CITTÀ E SE LEI FOSSE SINDACO QUALE SENTIERO INDICHEREBBE A GUALTIERI?

Purtroppo, è una città abbandonata, sporca e con servizi inefficienti. Negli ultimi dieci anni, mentre Milano cresceva e avviava grandi piani di rigenerazione urbana, Roma è rimasta ferma senza un’idea, senza una vera semplificazione amministrativa e burocratica. Pensiamo solo alla grande buca degli ex mercati generali sulla via ostiense. I cinque anni della Raggi e dei 5 stelle hanno finito di distruggere la macchina capitolina. Ora bisogna correre per rigenerare questa città. Roma è afflitta da mali di lungo corso che ne hanno minato alla base il tessuto sociale e produttivo e la pandemia ha messo il carico da dodici, bloccando anche il turismo. A Gualtieri dico che bisogna semplificare le procedure, dare indirizzi agli uffici di sbloccare le migliaia di pratiche ferme. Che bisogna Rigenerare la città partendo dalle periferie. Che bisogna pulire la città al centro come in periferia. In questo senso plaudo all’annuncio del sindaco di voler costruire a Roma un impianto di termovalorizzazione dei rifiuti, vedremo quale sarà la tecnologia usata e il luogo, ma credo sia una scelta giusta e sensata. Il resto purtroppo è fermo. Edilizia, Sociale, Sport, Turismo, Attività produttive, Cultura, Spiagge ecc. sono tutti settori bloccati da rimettere in moto. Ma la cosa più importante che vorrei dirgli è semplificare la burocrazia comunale e rifare i regolamenti.

Grazie a Luciano Ciocchetti per la sua testimonianza e per la sua disponibilità. Indubbiamente la Politica non è un gioco e rappresentare la cittadinanza prevede una consapevolezza delle problematiche che affliggono i cittadini nella vita quotidiana. Fortunatamente c’è ancora chi vive con Passione questo ruolo dove improvvisazione e pressapochismo dovrebbero essere fattori da cancellare senza se e senza ma in quello che è, per l’appunto, “Il giusto sentiero”.

Antonella Tancredi

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