Gli ex oncologici non hanno diritto né a mutui né ad assicurazioni

Un milione di persone in Italia è definito “guarito” ma, le stesse, sono discriminate nell’accesso a servizi finanziari e nel lavoro.

Si tratta di una vera e propria disparità che riguarda l’accesso ai servizi finanziari.  Perché? “Conditio sine qua non” per accendere un mutuo è la polizza vita e, attualmente, è davvero difficile sottoscrivere o mantenere sia una copertura assicurativa per le patologie, sia una polizza vita nel caso morte, ovviamente la polizza è richiesta come garanzia accessoria e quindi, in sostanza il mutuo non si riesce ad avere. Avere avuto un cancro non è indice di “cattivo pagatore”.

Il Sottosegretario alla Salute, Sileri, dichiara “Quando si firmano un mutuo od un contratto tra una banca o un’assicurazione e un paziente che ha avuto un tumore, non è il tumore a firmare ma una persona che lo ha superato, con il suo carico di rinnovate aspettative sul proprio futuro: molti malati guariscono, altri si cronicizzano, serve una legge che consenta il diritto a considerare la malattia ormai alle spalle”.

Il Sottosegretario spiega molto bene cosa subisce oggi un ex malato oncologico. Nessun istituto accetta la richiesta di mutuo.

Diritto all'oblio oncologico: al via campagna nazionale 'Io non sono il mio  tumore' - la Repubblica
Fonte: La Repubblica

La proposta di Legge a cui ci riferiamo è stata presentata dalla vicepresidente commissione Igiene e Sanità, Paola Boldrini. Tale proposta disciplina il diritto all’oblio per le persone affette da patologia oncologica. La proposta consente di godere del diritto “a dimenticare” dopo 10 anni dalla fine dei trattamenti, che scendono a 5 anni per i pazienti minori di 21 anni per gli Istituti che ricevono la richiesta di mutuo o per le assicurazioni a cui si chiede una polizza.

Non tutti sanno che la condizione dell’ex malato oncologico preclude la possibilità di vedersi riconosciuto accessi ai crediti, prestiti, mutui, assicurazioni ed addirittura che possano adottare figli. Ora la domanda sorge spontanea: ma le pari opportunità dove sono in questi casi? La civiltà di alcune forme di diversità è aberrante. Oltre al danno la beffa. Ci dobbiamo augurare che gli esponenti politici non si dividano su una proposta di legge che francamente dovrebbe essere votata toutcour. La legislatura di questo governo terminerà presumo intorno ai primi mesi del 2023 e quindi senza lungaggini vogliamo sperare per tutti noi che si faccia in tempo.

Fonte: Sanità24 – Il Sole 24 Ore

Vogliamo ricordare che si tratta di una opportunità imperdibile per il nostro paese, anche considerando i numeri dei pazienti oncologici: su 3,6 milioni di diagnosi, pari al 6% dei residenti in Italia, sono 1 milione i guariti, spesso ragazzi, che scoprono di non aver diritto a mutui, assicurazioni sulla vita, adozioni. Si è attivata per questa occasione una raccolta firme “Io non sono il mio tumore”, che sostiene appunto la proposta di legge: sul portale www.dirittoallobliotumori.org sono ormai 24.500.

Si è guariti dal tumore e non dalle discriminazioni in questo Paese.

Antonella Tancredi

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